July 31, 2018

Mille e uno

Mille e uno. Sono rimasto sveglio, seduto per terra, accanto al letto. Ho aspettato mille e uno ore che il tempo passasse. Ho atteso quando ero giovane e vittima della paralisi. Talvolta ho atteso che le decisioni altrui mi piomberassero sulla testa. Altre volte ho atteso che il dolore trovasse il modo di diventare silenzio, di farsi distante. O che io comprendessi o trovassi scuse per dimenticare. Ma non si può dimenticare chi è dovuto restare giovane per sempre. Ho guardato i giorni cadermi di mano, ho cercato per mille e uno giorni di ricomporre i frammenti del tuo viso, di ricordare come la luce travalicasse la finestra, trafiggesse la…

July 30, 2018

Forse abbiamo perso

Forse abbiamo perso. Non so spiegare bene cosa, ma l’avverto come una fitta al costato, come quel dolore lieve che provi quando appoggi il bicchiere sul tavolo, vuoto. Un limone intrappolato in un sorriso forzato per una platea di cubetti di ghiaccio mezzi sciolti. Abbiamo perso quella fame disperata. Quel bisogno ingestibile di ancora un’ora di chiacchiere, di ancora una strada da svoltare. Quel bisogno di doversi affermare in gesti grotteschi e sproporzionati, quella necessità insanabile di dimostrare che esistevamo. Sai, poi trovi il tuo cantuccio, il tuo modo di essere, dignitoso e composto, ti tieni solo un vezzo. Una frase che ripeti, una collanina che per te significa qualcosa….

July 29, 2018

Donne

Dopo trentasei anni di Vita e molte esistenze diverse impari alcune cose su di te: ci sono cose per cui sei portato e cose per cui non sei portato. Aspetti della tua vita che hai sempre fatto funzionare alla grande senza uno sforzo e altri in cui sai che difficilmente otterrai grandi traguardi. La bellezza di non essere più giovanissimi e che impari a navigare secondo i tuoi punti di forza, non chiederti cosa sia innaturale per te. Come ho realizzato più e più volte un aspetto della mia Vita in cui ho ottenuto moltissimo è l’amicizia. Sì, ho compagni di avventure omini come me: il Bestia, Asso, Braunbär, L.G. Quel…

July 28, 2018

Un luogo e un tempo

La canzone ce lo prometteva. Lo affermava con calma sicurezza che ci sarebbe stato un luogo ed un tempo per noi. Io però non l’ho trovato; forse l’attimo s’è infilato in una mia distrazione, forse ho perso una svolta a destra mentre armeggiavo con l’autoradio. Più probabilmente eravamo cristallizzati in piccole paure, in “non è ancora ora”. Chissà quando è che si impara che quella sensazione che le cose stiano per accadere è una menzogna. Siamo come bambini attaccati ad una vetrina: quello che vediamo sembra vicino, sembra che se spingiamo un poco il naso, se facciamo forza con le nostre manine quella barriera si arrenderà. Alcuni capiscono che quel…

July 26, 2018

Forse è così che si muore

Si addormentò con quella frase che gli aleggiava nella mente: “Mut hat Genie, Kraft und Zauber in sich”. Si svegliò lentamente, prese coscienza di sé. Non sentiva alcun rumore. Avvertì un gusto di vomito nella bocca. Si rese conto di essere a pancia in giù, sdraiato su lenzuola madide di sudore. Si chiese se fosse morto soffocato nel sonno. Che differenza avrebbe fatto? Come se ne sarebbe accorto? Le finestre erano spalancate ma nella stanza traspirava pochissima luce. Si alzò, trovò il cellulare nell’altra stanza. Il display indicava l’ora: le quattro e mezza del mattino. La testa ondeggiava. Continuava a non sentire alcun rumore. Non capiva chi fosse, cosa ci…

July 23, 2018

Vedi

Vedi, è solo questione di tempo. Lo so che sembra costare invece chiudi gli occhi ed è già scrivolato via, ora sei complice di un’era diversa. C’è stato un tempo in cui siamo stati felici, allargavi gli occhi a catturare la luce, lasciavi scivolare i sorrisi lungo le guance, cullarsi sul tuo corpo, lasciare a terra una traccia luminiscente. Avrei detto che non saremmo stati capaci mai di perdere quella traccia. Mi sbagliavo, com’è ovvio visto da qui. Eppure io credo non importi. Credo che si possa avere ragione comunque. Che sia solo ed esclusivamente il tempo a confonderci. Rimuovilo dall’equazione, non vedi come i termini ora si semplificano? Come…

July 21, 2018

Provocazioni

Chiudere il workshop di due giorni, in un borghetto chic alle porte di Parigi e salire su un taxi. Parlare della vita e del tutto con il tassista tunisino sfidando il traffico di un venerdì sera di inizio vacanza sulla tangenziale di Parigi. Infine arrivare al dannato terminal 2G di CDG. Arrivato nel piccolissimo terminal molto in anticipo e con un volo già previsto in ritardo restava solo da chiedersi a quale tipo di liquido soccorso il nostro avrebbe dovuto fare ricorso per affrontare quel tempo. “Berrò anche per te, amico tunisino.” Egli non sapeva quando sarebbe salito sull’aereo ma sapeva che non l’avrebbe fatto da sobrio. Sì prevedeva un…

July 18, 2018

Incontri

Oggi a Caselle ero in coda al banco del check-in. Ovviamente ero lì, come mio solito, due ore prima che il volo partisse. Lo sapete, ho questa fissa sull’arrivare in anticipo. Ho speso centinaia di ore in attesa negli aeroporti o nelle stazioni. Al banco vi era una sola persona e la signora di fronte a me ha iniziato a parlarmi, dopo avermi chiesto se parlavo francese. Così abbiamo parlato per diversi minuti. Di fronte a noi la coda era bloccata per via di un passeggero che voleva trasportare un cane e al quale mancavano dei documenti. La signora francese era preoccupata, “il volo partirà in ritardo a questo punto”. Io…

July 18, 2018

Viaggiare

Ho un rapporto strano con il viaggio. Viaggio, ho viaggiato. Da solo o in compagnia, in macchina, in aereo. In Europa o fuori. Ho iniziato a viaggiare quando avevo sedici anni, durante quelle prime vacanze in Costa Azzurra, senza genitori, solo una tenda e degli amici. Ho poi fatto due interrail, attorno ai vent’anni. Negli anni del dottorato ricordo di aver preso tanti voli: per conferenze o per andare a trovare gli amici Erasmus sparsi per l’Europa o gli amici storici trasferitisi qua e là. Quando vivevo a Monaco avevo una ciotola trasparente che strabordava di biglietti di aereo, treno, trasporto pubblico di diverse città. Però non posso dire di amare…

July 12, 2018

L’unica difesa

Forse l’unica difesa è dimenticare. Non c’è modo di ricordare tutto, di tenerlo bene a mente e continuare a vivere, ad accumulare esperienze e brividi. Si finisce sommersi, paralizzati. Come faccio a fare stare tutto e avere ancora l’agilità necessaria per vivere? La necessaria ingenuità, la fame senza la quale non ci si alza dal letto. Come faccio se io ho schiacciato il pedale di una punto granata, una cassetta dipinta di nero che grida it’s so easy. Come faccio se ripenso a quella passeggiata in quell’enorme parco, quel castello che si usa per orientarsi quando trovi il tuo spazio a Karlsruhe. Come faccio quando chiudo la porta di casa e…

July 10, 2018

Scatti

C’era un periodo in cui mi sono ritrovato di fronte a mutamenti forti. Feroci. Ci fu un attimo di silenzio. Chiusi gli occhi. Interiorizzai lo stato di distruzione, le macerie tutto intorno. Poi, seguii il solito istinto. La reazione iniziò a farsi strada. In certi momenti fai il conto delle tue forze. Io potevo cantare su passeggiate con C. & B., con parole sagge che volavano dalla lega anseatica a qui. Poi potevo contare sul mio curriculum di resurrezioni. Sulla mia storia che, potrà non essere dolce o bella da vedere, ma di sicuro mi insegna che ho energie che non posso più negare. Non è che fosse abbastanza. In fondo…

July 10, 2018

Rette

A volte penso che siamo delle rette e che i nostri rapporti non possono che definirsi in due modi. Vi sono coppie di rette che parallele non sono. Queste rette sono destinate a precipitare l’una verso l’altra, con forza. Toccarsi, fondarsi, unirsi, in un punto, per un istante. Prima di procedere infinite nel proprio percorso. A volte ci si illude che continuando a correre, che accelerando si tornerà ad incontrarsi. E invece ci si sta allontando alla velocità della ricerca che si fa malinconia. Vi sono invece coppie di rette che corrono parallele. Ora, questo è un caso raro. Più frequente è il caso in cui si abbia l’illusione di…

July 8, 2018

Profughi

Lo so, siamo profughi dell’amore. Vaghiamo confusi, come inadatti al mondo. È il nostro destino di sopravvissuti a relazioni a cui non eravamo pronti a sopravvivere. Sopravvissuti, sì, ma per sbaglio. Come la selezione naturale non avesse fatto il suo dovere. Non noi, non siamo adatti. Siamo mutilati e sghembi e stanchi. Ci hai fatto sopravvivere per poi abbandonarci qui, dove non ci raccapezziamo. Ci ricordiamo vie che è inutile ricordare: conosciamo le mappe di città che non sappiamo più raggiungere, che non si possono più raggiungere. Noi ci avventuriamo, di tanto in tanto, ci arrischiamo a prendere scorciatoie che un tempo erano buone, che ci inorgogliva conoscere. Allora erano…

July 6, 2018

Chi?

A volte mi chiedo chi si occuperà di ricordare. Di ricordare il modo in cui sorridevi da quella collina nel nord della Spagna, col mare sullo sfondo. Giuro, sembravi felice. Oltre ogni mancanza, oltre ogni prima e dopo. Come se ogni frattura fosse possible rimaginarla. Come se ci fosse pietà nel tempo, come si potesse chiudere gli occhi su tutto. Essere felici ancora un giorno. Come se l’inadeguatezza che percolava fino a un attimo prima non potesse raggiungerci in quel punto. Chi rimarrà a guardia delle nostre passeggiate? Chi ricorderà quanti ponti abbiamo attraversato, in quante città, in quali paesi, in quali stagioni. La mappa della tua mano si cancella…

July 5, 2018

Lagheggiando

C’è questo Lago che Laga mica male. È un lago piccolo ma tenace, pieno di sponde difficili da percorrere e riflessioni e incroci spazio-dimensionali. Qualcuno mi saluta: chi cazzo è? Che poi i laghi sono una cosa strana. C’era un lago vicino a dove abitavo, dietro Leopoldstrasse. Ci andavo così, passeggiando, ma ero capace di arrivarci solo perdendomi in quelle piccole stradine pedonali, che corrono attraverso condomini e piccoli giardini, dove tutto è confuso. C’era un lago in un romanzo che avevo scritto. Lì, alla fine del libro il protagonista incontrava questa ragazza dagli occhi di Lupo. Lei poi lo lesse quel libro e rise: nel Carso non ci sono mica…

July 4, 2018

Asso ed i santini

Certe cose che pelle ed occhi catturano ti rimangono per sempre intrappolate dietro la retina, impresse nella corteccia. Per me Asso guiderà sempre per le vie di Torino a velocità smodate, pompando musica di una violenza disumana, fino a che diventiamo tutti bestie e tutto diviene così carico di colore che temi le strade si piegheranno sotto quel peso enorme. Che ci sia troppo rosso su quella facciata, che il cielo non possa reggere tutto quel blu notte. Verranno a chiedere spiegazioni a noi. They call you H.E.R.O.I.N I talk about you like it’s a drug I call you H.E.R.O.I.N Cause it will eases the pain till it’s numb Non…

July 3, 2018

Sensazione

A volte sono lì, a casa di primo pomeriggio, la luce e l’aria entrano a palate dalle finestre spalancate in tutta la casa. Una vecchia canzone dei Motel Connection si ripete a volume assurdo. Cammino a piedi nudi. Rifletto su cosa dire a quel cliente. Ricevo un messaggio di qualche meraviglioso disgraziato, qualcuno di quegli amici che ti stupiscono a distanza di anni. Mi fermo un attimo, lì in piedi, la camicia sbottonata, le maniche arrotolate. Samuel continua a gridare Hit my soul. Cazzo, mi sembra di avere fregato tutti. In qualche modo di avercela fatta, ma fatta in maniera così vergognosamente gloriosa che qualcuno dovrebbe rendermene conto. Ed invece….

July 2, 2018

Come si diventa un uomo

Vieni, seguimi, siediti. Ti voglio raccontare una storia. Una storia che ho raccolto per strada. In fondo, fra le molte cose che io sono, rimango un Viandante. Sai, ho calpestato strade polverose, pavimenti di cattedrali, gallerie dalle vetrine di cristallo, porcili, palazzi di re. L’ho fatto anche per te. Lo so che non ci credi, ma io l’ho fatto comunque, per raccogliere queste storie e poterle raccontare. A volte abbiamo bisogno di poter ascoltare per poter tacere, di tacere per poter capire, di capire per poterci mettere in cammino. La stasi uccide: vivendo la strada impari a diffidare dell’acqua cheta. Expect poison from the standing water. Questa è la storia…

June 30, 2018

Certi amici

Certi amici è una enorme fortuna averne. Ma certi amici va anche bene che tu ne abbia uno, perché se ce ne fosse più di uno così, ritengo che gli effetti per fisico e libertà personale non sarebbero positivi. Che poi non è stato male rientrare nella vecchia casa. Peccato non avessimo le chiavi. Mi fa male una spalla. Sul momento sembrava una buona idea. È inspiegabile l’effetto che decenni di amicizia possano avere. Non riesco a immaginare che persona sarei diventato senza questa straordinaria esperienza. A volte mi stupisco che abbiamo una quantità così grande di cose da raccontarci quando alla fine ogni cosa anche vagamente interessante mi sia…

June 28, 2018

Torpedine?

There was a time when I used to be sober. I did not like it: things had borders too sharp, everything was defined, and limited, and things just were o were not. Here things are blurred, possibilities are maybe not endless but they are enough. I do not get bored. I do. I drink. I talk. I sing. I walk. Friends used to call me “la Torpedine”. Bè andava bene. Ho avuto nomi peggiori. Ho avuto tanti nomi. Sono stato cose anche molto diverse. Non ho ancora capito però come adattarmi. Mi è sempre mancato quel tipo di ragionevolezza. Mi sembra la ricerca di equilibri fra diverse rese. Un rinunciare…