Un balcone da cui non si scorge più il braciere

Sambuca, un pacco di sigarette da finire (residuo di Dublino,
normalmente non fumo). Dovrei dormire (l’ultima notte l’ho passata
sveglio a London Stansted), domani c’è lezione, lezioni importanti ma
ho imparato una cosa sola: a fregarmene. Nulla è abbastanza importante
da farmi vivere la mia vita in modo diverso da quello che voglio.
Vorrei parlare del viaggio e raccontare un pò di cose ma non adesso.
Un saluto a tutti quelli che leggono queste pagine.

Vigilia

Domani sveglia alle 6.40 e io sono qui con ‘sti due bruciati a casa mia
a Torino… dobbiamo trovare di che passare la nottata… stasera mi ha
chiamato Dani dalla Francia, quando ho visto il prefisso internazionale
pensavo fossero cattive nuove dall’Irlanda… che infarto…

Distanze

La pioggia, finalmente. E il cielo grigio. Che voglia di andarmene, farmi un giro. Perdermi.

L’altro giorno ho saputo che una persona che ha frequentato la mia famiglia da prima che io nascessi, per suoi motivi (ha più di novant’anni) non potrà continuare a venirci a trovare. Era uno dei pochi elementi costanti dalla mia infanzia ad adesso. La mia prima infanzia la ricordo come un periodo meraviglioso, poi tante cose sono cambiate e ultimamente ne ho un pò nostalgia. Ma io ho nostalgia di quasi tutto…

In questo periodo sono a Buttigliera (ci vengo nei week-end e quando nè seguo i corsi nè la sera devo andare a krav) e quindi sto infinatamente meno tempo collegato.

Ultimamente sono meno preso dalla mia passione per l’informatica (la riprova è che non sono a Torino a lavorare sul computer come un ossesso per capire quale diavolo è il problema per cui non funzionano i quattro banchi di ram o a preparare il cd "slipstreamizzato" con i driver per i sata in raid). Mi diletto a fare qualche lavoretto manuale ma ho bisogno di qualcosa da fare in questi giorni che mi separano dalla partenza. Basta immaginarmi problemi "di relazionamento" in vacanza. In Irlanda piove no? E allora mi farò cullare dalla pioggia, le chiederò di lavare via i miei pensieri e tutte le "sovrastrutture" che mi separano da quello che sono, dal mio disinteresse per quasi tutto quello che viene considerato importante.

Bloodyguns

Dieci marzo.
Mondovì.

Ok, non è dietro l’angolo ma vi dico di farci un salto lo stesso, suonano i Bloodyguns, cover band dei Guns N’ Roses che merita davvero. E’ la quinta volta che vado a vederli, ovviamente ben accompagnato dal "Bestia" anche noto come Kasta. Se qualcuno parte dalla zona di Torino gli diamo volentieri un passaggio. Ulteriori dettagli su www.bloodyguns.it

una birra in mano… …saltare, pogare, perdersi fra le canzoni…. …
I’d be smilin’, I guess some things never change…

Come viene viene

Ehilà ragazzi! Mi è stato fatto notare che non scrivo molto. L’amara verità è che non sempre ho qualcosa da dire che possa vagamente interessare qualcuno. La pausa olimpica scorre via e si avvicina il "botto finale", il viaggio in Irlanda. Per chi non lo sapesse ci aspettano una quindicina di ore di attesa in aeroporto a Londra causa cambio orari. Spero di godermi il tutto nel modo giusto, ci trasciniamo dietro delle "femmine" e questo comporterà un diverso modo di gestire il tutto, diverso dalle mie abitudini. Immagino non sprecheremo i nostri pomeriggi irlandesi in un parco ascoltando "Crash diet"


Itchy trigger finger and the race to be alive
Smokin’ a cig while you drink’n’drive
With no control in your life ahead
You’re never gonna see if you wind up dead…

magari ci toccherà perfino visitare i due/tre posti più importanti di Dublino: il Trinity College, la cattedrale (in quale città occidentale non c’è una cattedrale che BISOGNA visitare?) e amenità varie.

Io sono stupido, superficiale, per me tutti i posti sono uguali. L’unica sensazione che sento è quella di essere altrove, lontano, forestiero. Mi godo quella particolare forma di solitudine che si avverte lontano dai luoghi natii. Certo a Parigi salgo sulla Tour Eiffel e a Monaco mi bevo dell’ottima Weissbier ma è tutto qui. Sono più interessato alle strade, le persone, i parchi. Ne ricordo uno bellissimo e strano in Austria. Forse era ad Innsbruck? Non lo so ma c’era la statua di un cinghiale eretto con un cappotto. E’ questo quello che cerco. Oppure scene di ubriachi che barcollano per le vie, o scambiare due chiacchere con qualcuno che se ne sta spaparanzato in stazione ad aspettare un treno per chissà dove. Oppure cantare la canzone che fa "sono un italiano vero…" davanti al centro Pompidou con l’accompagnamento di chitarra di un signore orientale conosciuto sul posto.

Non riesco a lasciare che il "percorso-ideale-del-buon-turista-di-massa" mi rubi il tempo. L’affanno del "visita-oddio-quando-ci-ricapita" non mi sfiora e non voglio che lo faccia. Il viaggio per me è una scusa per provare a "vivere" e non sopravvivere per qualche giorno, qualche ora. I luoghi sono solo uno sfondo, non il fine. Per me sono dettagli. Spero che riuscirò ad evitare di litigare in vacanza: sono insopportabile!

Non è tempo

Non è il tempo delle "filosofeggiate" o dell’introspezione. Ecco una frase in cui mi sono imbattuto:

THEY LIVE
WE SLEEP


e così voglio agire, basta passare le giornate a poltrire. Mi alzo stanco in questo periodo e non ho esami nè doveri cui assolvere ma non è una scusa sufficiente per sprecare il tempo. Non ne esistono di scuse di quel tipo.

Oggi la colonna sonora è Ligabue (da cui il "non è tempo" del titolo).

Friends

Solo una citazione, non so resistervi…

"Vivremo
mai nella nostra
comune di New York,
in un grattacielo al trentesimo piano,
con gli amici più cari?
Dall’alto potremo guardare
L’immenso parco, le siepi
Fiorite d’azalee, i pruni,
i mandorli, gli alberi bianchi rosa.
Al sorgere della luce veleggeremo
Tra cuspidi e cristalli illuminati
Della città ove risuonano sirene
E lo sguardo spazierà lontano.
L’amicizia questo può:
donare l’oblio o all’estremo
farci rivivere insieme in nuove albe."

(Montale, Diario postumo e 66 poesie)