Se siamo tutti soli, allora, siediti un attimo qui con me. Raccontami di cosa sia la fame. Spiegamelo, con gli occhi, con i gesti, con i proverbi. Che van bene quando non si può dire qualcosa che è. Io prima ti ascolterò, a quel modo che non si fa più. Di quando un tempo ci si annoiava e a poco a poco si aveva il tempo di accorgersi che c’erano le persone: nelle stanze, nelle case, nei palazzi, e perfino lontane. E ci si faceva caso. Poi è venuto un tempo diverso, di cose da fare, e le persone sono finite negli sfondi. In qualche vecchia cornice che nessuno ricorda…
Siamo ancora qua
Abbiamo vissuto tante stagioni. Abbiamo avuto tante paure. Abbiamo fatto cose che non pensavamo. Abbiamo perso persone, anni, luoghi, speranze, sogni, limit. E siamo ancora qua. Ogni giorno, ogni minuto ci si sente diversi. E poi ci si sentirà vivi. E poi sarà il turno di guardare le cose con occhi vividi, di scegliere, di fare, di essere. Almeno per un po’. Di disseppellire il Lupo da sotto la cenere. E buona fortuna, a me, e a tutti noi. E tanti Auguri, a me, e a chi, in questi giorni, celebra 87 anni.