Intesa Sanpaolo. La banca da scegliere se volete pessimi servizi, orribili condizioni e maleducazione

La mia banca mi ha proprio deluso. Per l’ennesima volta. Così ho scritto a Specchio dei Tempi, de La Stampa per lamentarmene. Si, ha ragione Andrea, faccio esattamente come i vecchi.

Da fresco ingegnere ho iniziato da poco a lavorare e, appena ho trovato il tempo mi sono recato in banca, all’Agenzia Intesa-Sanpaolo di corso Torino ad Avigliana,  per richiedere una carta di credito. Da studente ho trascorso un periodo in Germania dove me la mia banca me ne aveva regalata una all’apertura del conto. Pensavo quindi che se lì, da studente straniero con poche centinaia di euro sul conto, mi avevano offerto una carta di credito senza alcuna spesa, in Italia non avrei avuto alcuna difficoltà ad ottenerne una (pagando ovviamente).

Mi hanno invece richiesto della documentazione sui miei introiti degli anni precedenti che, da studente, non mi era mai servita. Avrei quindi dovuto farmela fare a quest’unico scopo da un commercialista spendendo una cifra considerevole (oltre alla perdita di tempo). Ma la cosa che più mi ha rattristato è stato ricordare con quanta gentilezza io sia stato trattato da straniero e con quanto poca qui, da quella grande banca della mia amata Torino. Peraltro in una piccola agenzia ad Avigliana, dove io ho un conto da molti anni, dove io e tutti i miei familiari abbiamo depositato risparmi e investimenti. Dove possono tranquillamente verificare quale sia la mia situazione finanziaria.

E mi rimangono quindi solo amarezza e una carta di credito tedesca.

Federico Tomassetti

In effetti pensandoci è una banca che rispetto ad altre, italiane e non solo tedesche, non presenta alcun vantaggio.

Negli anni gli impiegati hanno fatto diversi errori con le pratiche di cui ho avuto bisogno, ad esempio per l’attivazione di servizi. Lunghe ore di coda, rassicurazioni per poi tornare a casa e verificare gli i servizi richiesti non erano stati attivati.

O servizi attivati senza la mia firma.

Una volta mi sono ritrovato a pagare la bolletta di qualcun altro, mi era stata addebitata per errore.

I servizi, quando riesci a farteli erogare, li paghi tutti.

Zero spese, prelievi gratis ai bancomat di altre banche? Figuriamoci!

Carta di credito gratis? Ah ah ah. E’ già tanto se PAGANDO riuscirai ad ottenerne una…

E quando si chiedono informazioni le risposte cambiano a seconda delle persone con cui parli.

Davvero non so trovare un solo vantaggio di questa banca rispetto ad altre. Un solo motivo per cui bisognerebbe sceglierla. Per cui spero che non farete il mio stesso errore, magari scegliendola perché qualche vostro familiare ho il conto lì. Non voglio consigliarvi nessun altra banca, solo avvertirvi di una che è davvero il caso di evitare.

Update: in seguito la situazione è stata chiarita con il direttore della filiale.

Penso che

Penso che se non credi in niente, finisci con non essere niente.

Penso che questo è il 500° post di questo blog.

Penso che non pensassi di arrivare a 500 quando scrissi il primo.

Penso che domani è l’ultimo giorno in Trim e mi ci sono trovato bene.

Penso che Intesa Sanpaolo è una pessima banca.

Penso che dovrei riflettere su quello in cui credo. In me, certo. E in diverse persone. E in certe serate.

Penso che ieri mi sono lasciato andare guardando Avatar in 3D. Ed è stata una bella esperienza.

Penso che ultimamente sorrido tanto e abbraccerai un sacco di persone.

Penso che ho fame, che a volte è difficile. Che a volte è stressante. Ma vabbè, è la vita, non me ne lamento.

Penso che ascolterei proprio volentieri Samurai I, II, III. Bootleg dei Guns N’ Roses in Giappone. Shadow of your love.

Penso che sono stato più giovane e che, forse, sarò più vecchio di così. E… grazie, ho di nuovo voglia di abbracciare :D

Penso che però ora basta con questa lista.

P.S. Ah…. Penso grazie a chi questi post li ha letti. A presto.

Alcune ricerche tramite cui i visitatori incappano in questo sito

  • tesi su ma il cielo e sempre piu blu (e questo mi piace)
  • ginocchiata nelle palle (ahi ahi ahi, mmm che associazione…)
  • l’eremo a torino (pare esista una sconosciuta frazione di Torino che si chiama Eremo, mi ripropongo di visitarla)
  • atalassia (io confondo atalassia e atarassia)
  • ritirarmi da ingegneria (cacchio, pare io sia poco incoraggiante. Eppure ho finito)

Ed intanto si approssima un piccolo traguardo… more to follow…

Posti

Posti dove vai la sera.

Daniele, Miriam, Andrea. Incontri, Amer.

Claudio, Marina.

Non sono bravo con i nomi.

Mi sono divertito. Ho voglia di vedere.

E poi mi serve un posto per i libri. Mi serve una libreria. Un uomo prende prima o poi il suo posto nel mondo e con lui i suoi libri. Devo trovare di che disporli.

E poi mi serve ascoltare un po’ di più i Guns n’ Roses.

E quel che mi serve a volte non lo so e mi sento galleggiare a mezz’aria, incapace di percepire direzioni o desiderarne.

A volte mi sembra di avere proprio tutto.

Mi piacciono le persone.

Dico “vitaccia” molto meno di una volta.

Parlo ancora da solo.

Non rimane che gente assurda

Il titolo è solo che sto ascoltando escluso il cane. Che è una gran bella canzone.

E così oggi sono andato in giro con Paul. Per Torino. Sai Torino per davvero e la pioggerella sottile. Feltrinelli, la galleria che non è San Federico ma è quell’altra. La mia prima visita al circolo dei lettori. Poi al Politecnico che ho un appuntamento con il professore alle 15.30. Per i corridoi incontro Luca B. che cerca di trascinarci ad un incontro con Meo.

E ripenso che desideravo fare lo scrittore ed ora, anche se quello che so fare per davvero riguarda il software, mi ritrovo a scrivere. Per ioProgrammo, per html.it, un articolo scientifico (chissà se lo pubblicheranno, non sembra facile).

Che strani percorsi, la Vita. Mi piace farmi cogliere di sorpresa, di quelle sorprese che non sei impreparato: basta sorridere e continuare a stupirsi.

E mi piace la gente assurda di cui mi circondo. Oggi con Paul è stato un bel giro. Per Torino. Quella vera, quella con la pioggerellina.

…troppa da smaltire

Forse è che non è solo mia. Cammino per strada, incrocio sguardi di gente con le mani in tasca e lo sguardo vuoto, quel senso di freddo che non bastano due sciarpe. E gli amici che una donna non l’hanno avuto mai. E il dolore di amore rimasti nel cuore di una persona mentre il tempo se ne correva lungo il suo binario, fermandosi il tempo di un sorriso di scherno. E poi si, la mia. Il senso di San Valentino è che ti ricordi cosa facevi un anno prima, due, tre. Ti fa fare il punto. Su tutte le esperienze ed i percorsi di cui non mi pento mai. Certo. Ma anche il conto delle serate fra me, una birra, un pensiero e muri gialli. O me e le strade in cui sbocconcellavo pensieri solitari. Il conto di quelle serate aumenta. E nel mentre una fetta della vita se ne va, è già scivolata lontano dalla mia mano, appiccicata a malapena alla memoria. E io rimango qua. Una lattina vuota in più.

A volte mi sembra ci sia troppa solitudina, la vedo negli altri, in chi conosco ed in chi no e mi ferisce.