December 10, 2018

Veleno

È triste come a furia di assorbire veleno diventiamo noi stessi veleno.

 

Taluni reagiscono distribuendo il veleno raccolto, pregando qualcuno di prenderglielo dalle mani o gettandolo sui volti di chi passi a tiro. Essi sono coloro che temono il veleno, non accettano di processarlo o pensano non spetti a loro.

 

Altri questo veleno ricevuto lo chiudono dentro di sé, per impedire contamini il mondo. Diventano anfore sigillate, che custodiscono il male, intrappolandolo come possono. Loro sono la forza che tenta di ripulire e proteggere il mondo. Pagano un prezzo alto, e i loro tassi di sopravvivenza sono bassi.

 

Ci sono coloro che si amputano un braccio, cercando di salvare il resto del corpo, al prezzo di rinunciare a parte di sé. Loro sono i pragmatici. Induriti dalle ferite subite, non si arrestano, ma talvolta finiscono per aggirarsi per il mondo come spettri mutilati.

 

Comunque sia il veleno che mettete in giro un effetto ce l’ha. Questo effetto non è sempre apparente, ma si accumula.

 

Forse potreste non vederlo da fuori, ma la vostra debolezza esige un costo dalle persone attorno a voi. La vostra debolezza, la vostra inadeguatezza, si spande, diventa veleno ed infetta le vite altrui. Richiede un prezzo anche a persone migliori voi. Anche le persone più forti, a lungo andare finiscono corrose.

 

Siate migliori di così. Siate meno vigliacchi. Diventate più forti. Smettete di infettare il mondo.

 

Ho ricevuto e processato una quantità di veleno, da tutto attorno a me, fin dall’infanzia, anche dalle persone a cui ho donato tutto quello di cui ero capace. Ho rifiutato di rigettarlo su altri. L’ho interiorizzato, convinto di poterlo assimilare, curare. Ora però la misura è colma. Non sono più capace di reggerne una singola goccia.

 

Ora non mi riguarda più. Ora non posso più. Ho spinto fino al limite. Ora sono oltre il limite. Ho combattuto ogni possibile battaglia. Alla fine il veleno non mi ha trasformato, e questa è la mia vittoria. Ma mi ha semplicemente consumato. Mi ha annientato. È stato un annientamento onorevole. Di là, oltre, nella terra dei dati di fatti io ci vado portandomi la dignità appresso. Vinto, ma mai spezzato.

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