Sensazione

A volte sono lì, a casa di primo pomeriggio, la luce e l’aria entrano a palate dalle finestre spalancate in tutta la casa. Una vecchia canzone dei Motel Connection si ripete a volume assurdo. Cammino a piedi nudi. Rifletto su cosa dire a quel cliente. Ricevo un messaggio di qualche meraviglioso disgraziato, qualcuno di quegli amici che ti stupiscono a distanza di anni. Mi fermo un attimo, lì in piedi, la camicia sbottonata, le maniche arrotolate. Samuel continua a gridare Hit my soul.

Cazzo, mi sembra di avere fregato tutti. In qualche modo di avercela fatta, ma fatta in maniera così vergognosamente gloriosa che qualcuno dovrebbe rendermene conto. Ed invece.

Avete presente? Lo spiega bene Raoul Duke:

Ormai era tutto finito: avevamo violato tutte le norme che regolavano Las Vegas, sfottendo gli abitanti, oltraggiando i turisti, terrorizzando il personale… L’unica speranza, pensavo, era la possibilità che avessimo talmente ecceduto che nessuno che si trovasse nella posizione di condannarci avrebbe creduto alla cosa.

Quella sensazione di averla sfangata, immeritatamente.

Non è male questa estate, no?

È gloriosa.

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