Per un uomo è necessario adottare un senso di responsabilità assoluta. Non nel senso di credere che tutto quello che ci succede sia colpa o merito nostro; questo anzi sarebbe un errore che ci porterebbe alternativamente a sensi di colpa o inadeguatezza immotivati o ad un’arroganza senza basi. No, un uomo deve comprendere di essere l’unica persona deputata a scegliere per sé stesso, l’unico responsabile di compiere le azioni che potranno avere sul mondo e su sè stesso l’impatto che desidera. Se non la forza divina niente è preposto a salvarti. Una donna può scegliere di attendere che una potenziale salvezza prenda una forma passiva, s’incarni in qualcosa che le capiti. Nessun uomo degno di essere salvato può attendere di esserlo.
Bisogna essere pieni la testa di un solo rimbombo: responsabilità totale, sempre, di fronte a qualsiasi evento. Si può cercare un aiuto, un consiglio ma nulla di più. Si è solo di fronte alle proprie responsabilità. La responsabilità è l’eco unico ed ultimo di ogni dolore, evento, decisione, scelta, paura, incertezza.
E i ricordi di un uomo devono vivere nel suo profondo e morire con lui. Un uomo educato lascia dietro di sé le proprie azioni e alcuna delle sue emozioni o esperienze, che muoiono con lui.
Dentro di me non c’è niente, solo quello che ho fatto e che posso ancora fare.