July 19, 2026

Ho sempre pensato

Ho sempre pensato che, a certe cose, avrei dedicato il tempo e l’attenzione, dopo.

Vi sono dei libri, lasciati da chi ho Amato più dell’alba, che ho pensato avrei letto, dopo. Li avrei tenuti, come il ricordo più prezioso. Come qualcosa da assaporare, ma dopo. Come quella bottiglia di vino buono, che abbiamo tenuto troppo a lungo. A casa mia, per dire, ne trovammo una degli anni ’50. Ma poi quel dopo è diventato troppo distante, e, sai cosa, mi è arrivata la paura, di sprecare. E poi ho capito, ma mai ammesso, che a furia di aspettare, avevo perso molto. Avevo aspettato a chiedere storie, a leggere libri, a guardare quella stoffa comprata per abiti mai commissionati. Ma nel frattempo io avevo vissuto. L’effetto che racconti e parole e oggetti avrebbero potuto donare alla mia vita, beh, lo spiraglio si era fatto più stretto. Ed è questa la condanna: che la perdita è per sempre, che si rinnova, che si accresce, che porta via se non tutto molto. E tutti i giorni a cercarti, le scommesse e le promesse col destino, le implorazioni ad ogni forma di ascolto possibile. Nulla è servito. Forse alla fine mi andava anche di rimanere solo, con un dolore da lucidare e venerare. Io la vita alla tua mancanza l’ho dedicata anche volentieri, salvo poi capire che non avrebbe forse avuto senso, per te. Ma che ne aveva per me, e poi era abitudine ed il tempo delle decisioni era passato, ora vivevamo quelle delle consequenze.

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