Spartiti norvegesi

Oggi ho finito Norwegian wood. Un bambino smontava le poltrone della sala d’aspetto mentre voltavo le ultime decine di pagine.

Ho sentito mia la conclusione del libro, come un dito puntato a indicare una strada. Una strada coperta di polvere bianca, di cui non si vede la fine. Muovo i primi passi e già la polvere si alza, mi accarezza i vestiti, mi solletica il naso. Sorrido e spero non finisca. Mi piace camminare.

Capita perfino di camminare fra i gobbi che festeggiano, e, mal di testa a parte, uscirne con l’umore intatto.

Scrivo, mi rispondono.

Penso alla felicità. A quanto siano stupide le paure.

Ascolto la nota di fondo, studio, vivo.

EDIT: Un estratto dalle ultime pagine di Norwegian Wood

A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quando meravigliosa sia la vita. Dico davvero! Perciò tu cerca di essere molto molto più felice. Mettici anche un po’ di buona volontà.

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