Lago, pace

Lunedì mattina sono tornato a casa e ho allungato il percorso, vagando per le vie. In quel momento qualcun altro era su un pullmino, ad ascoltare audiolibri in Slovacco e io avevo qualche pensiero da disseminare per strada. Ho passeggiato fino a imbattermi nello Schwabingersee. Ho visto un canale, una scaletta che permette di raggiungere l’acqua. Mi è sembrato un posto riparato, uno di quelli dove sederti e pensare, come se il mondo non ci fosse, non fosse così reale e inevitabile. Una catenella dovrebbe impedire l’accesso alle scale, ma non penso che nessuno ci creda per davvero.

Poi ho scritto una lettera a una persona che non sentivo da molto tempo e ho ricevuto risposta. È stata una bella sensazione. Ho pensato che dopo alcuni anni, una qualche pace buona la meritavamo.

Sono andato a tagliarmi i capelli. La parrucchiera mi chiede se sono qui per l’Oktoberfest. No, io vivo a Monaco. Mi ricordo di quando qualche settimana fa a Malpensa mi hanno chiesto se vivevo in Italia. D’istinto l’ho trovata una domanda stupita, ma poi ho risposto di no. Proprio come quando appena arrivato in Germania mi hanno chiesto se vivevo in questo paese. Questi venditori di carte di credito mi incitano a pensare al paese in cui vivo. E io non ho voglia di farci caso. Non è un dato così essenziale. Le cose essenziali sono altre. Tipo per che cosa vivi. Quel genere di cosa che si tende a dimenticare, presi da altre faccende. Da impegni urgentissimi. Dalle scadenze di qualcun altro, dalle nostre: decisioni prese tempo prima che ci incatenano ora, a cose che è giusto chiederci: ci sono essenziali per vivere?

Sono al bar, in procinto di tornare a casa quando leggo di aver vinto il mio primo best paper award. L’articolo è apparso in un workshop, quindi è meno importante di una conferenza però… bisogna pur cominciare. Sono contento, anche perché questo lavoro l’ho sentito molto mio, ero interessato allo studio delle aspettative e al ruolo dell’esperienza. Comunque. Lo trovate qui, nel caso.

https://gupea.ub.gu.se/bitstream/2077/30461/1/gupea_2077_30461_1.pdf

Non è una di quelle cose essenziali. Fa piacere comunque :)

Le mie cose essenziali. Sarebbe un consiglio banale ricordarsele ogni sera e chiedersi: cosa ho fatto oggi per essere felice.

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