Stelle

Sai, ho provato a mettere ordine fra le stelle. A ordinarle secondo il mio desiderio, secondo la disposizione che mi comandavano i miei desideri. Desideri che nascevano brucianti dentro a parti di me che non sapevo di avere, prima che cominciassero a farmi male.
Spostare le stelle richiedeva una fatica immensa, uno sforzo infinito per smuovare appena quelle masse enormi ed inamovibili. Mi tagliavo continuamente le mani. Avevo calli sui palmi e nell’animo. Calli alla fatica, alla delusione, a quel senso di vaga impotenza.
Poi si levava un vento cosmico e veniva ad annullare tutti i miei sforzi. Così ho perduto amori e progetti, case e persone.
Credevo di sapere cosa fosse giusto per me, cosa mi fosse necessario. Credevo di sapere che cosa mi spettasse, e che la soluzione fosse a una distanza percorribile con fatica e sanguinamenti.
Non era facile contemplare che invece io fossi semplicemente in balia di venti del fato, di forze che non conoscessero il mio nome o la mia storia. Che non tenessero in conto le mie azioni o un bilancio dei miei meriti e ddemeriti. Che l’influenza che avessero sulla mia vita non fosse che un capriccio, un effetto secondario di una partita giocata su uno scacchiere che non vedevo.
Sì, ci vuole fortuna, anche per essere felici.
Allora ho pensato che non avevo nulla da rimproverarmi. Che comunque ho sempre scelto, fra le opzioni che potevo scegliere. Ho sempre scelto di credere, e di provare a risvegliarmi migliorato. Ho coltivato, con passione. Ho amato. Ho insistito. Ho cercato. Ho lottato. Ho ricominciato.
Al fondo di questo lungo percorso, forse non la felicità. Ma la pace, ecco. Solo che ogni tanto quei tagli di stelle si riaprono, sanguinano. Qualche volta piove sale e mi bacia le ferite e io stringo i denti, e cerco un attimo di riparo, prima di ricominciare, a guardare le stelle a coltivare la fiducia, una fiducia che avvolga ogni costellazione.

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