È molto bello

È molto bello pensare che tu scrivi e quelle parole vogliono dire qualcosa per qualcuno. Come se, oltre distanze sovrumane, si potesse creare un legame che non vedi. Come onde gravitazionali: non ne vedi l’origine ma comunque ci sono, sono concrete.

È molto bello Benny.

È molto bello quando piove. Comunque. Ma è meglio se sono fuori. Se decido di bagnarmi e la camicia mi si appiccica al petto. O se sono riparato sotto una tettoia a fare due chiacchiere con qualcuno.

È molto bello quando poi le cose si propongono così, per la sera stessa, per tipo adesso. E ti dice di sì. Ma anche se ti dice di no. In quel caso sei comunque molto bello tu che c’hai voglia di fare adesso, mica poi, mica vediamo.

È molto bello quando ti invitano, e insistono, e vogliono proprio che tu vieni. E tu decidi che allora va bene.

È molto bello quando uno sale in macchina e ti viene a prendere. Più sei lontano meglio è. Ma è forse più bello andare a prendere qualcuno.

È molto bello regalare fiori. O fare regali a caso. Per contro è molto brutto fare regali di compleanno. O riceverli. Nun me regalate niente!

È molto bello quando guardi, sorridi, e ti dici: sì, ho deciso. È molto brutto quando stai a pensare. Che poi pensare, su certe cose, vuol dire solo sgranocchiare un po’ di tempo e poi fare a caso. O lasciare che i dubbi si spandano, la memoria della pelle si annacqui e poi decidere in base a cosa? A cosa disturba meno il comfort?

È molto bello quando sei straniero. Ma è più bello quando sei in aeroporto e ti fermano per proporti una carta di credito. Ti chiedono se vivi qui e tu ci devi pensare. È bello quando poi un giorno chiudi la porta, e dici “ah, finalmente a casa”, anche se è un paese diverso da quello in cui sei nato.

È molto bello quando rincontri qualcuno che conoscevi molti anni fa e lui si ferma a parlare. Se ti saluta di fretta e se ne va è brutto, ti chiedi se le cose possano marcire a quel modo.

È molto bello quando senti qualcuno parlare italiano e ti viene da ascoltare. Poi ti ricordi che vivi in Italia.

È molto bello quando la luce irrompe nella stanza, ma così, a spizzichi e bocconi, come a spandersi lenta, annusare le cose. E poi decide di restare. Allora tu lo sai che non ti devi alzare, ma stare lì, respirare, essere contento di essere vivo a prescindere.

È molto bello quando un tuo amico ti guarda e ti dice che ora è felice. Pensate tutti e due a prima, quando non lo era, quando stavate al telefono, quando al bar a tarda sera gli offrivi cose sempre più forti. E lo sapevi che vi era una reazione a dormire sotto pelle, che si trattava solo di ubriacarlo abbastanza affinchè avesse il coraggio di farsi un’incisione. Che mica puoi farla tu. Ma tu mica gli dici “te l’avevo detto”. Gli dici che è un brutto bastardo e gli offri da bere.

È molto bello quando torni a casa, di notte, e sei così su di giri che muovi le braccia, le spalanchi. Canti a tratti. Abbracceresti tutti. Ma non c’è nessuno da abbracciare, allora rimani a pensare alle persone che hai appena visto, a quelle che vorresti reincontrare. Ti dici che domani o il giorno seguente saranno pieni di possibilità, che tu le coltiverai tutte.

È molto bello quando una tua amica lascia quell’idiota e trova un uomo che la merita. Che poi un giorno gli stringerai la mano, e tu lo saprai che si comporta bene. E gli vorrai bene. È molto stupido se un ragazzo di una tua amica è geloso di te.

È molto bello quando non dormi e poi dopo le quattro d’improvviso ti arrendi, non cerchi più di addormentarti. Diventi euforico, spalanchi le finestre, canti. È molto bello quando non hai dormito e ascolti musica ripetitiva per tenere la tensione alta, l’energia al massimo per travolgere ogni stanchezza, per non sprecare la giornata.

È molto bello quando abbracci qualcuno per la prima volta. O dopo molto tempo.

È molto bello quando persone che erano meravigliose prima sono ancora meravigliose. È molto brutto quando qualcuno si corrompe col tempo e diventa una persona che ti fa schifo, che gli stringeresti la mano usando uno dei sacchetti di Benny.

È molto bello quando vedi una tua amica che sembra avere poca luce negli occhi, essersi arenata su cose minori di quello che merita, su una versione più povera di sè stessa. Ma poi prende un sorso, trova la sera giusta, vi guardate e lo sai che è tornata. Come una piccola, preziosa fonte di follia.

È molto bello quando ti risenti e non ci sono ruggine o diffidenza, il timore di avere dimenticato un linguaggio comune. Vi parlate, vi capite, vi dite cose nuove. Vi dite cose che allora non vi eravate detti. È molto bello quando ci si sente dopo anni e ci si dice le cose come stavano allora o come le si è capite negli anni. È molto bello quando poi, alla fine, rimane solo che ti vuoi bene.

È molto bello quando ti dicono che sì, il Glen Grant ce l’hanno. O il Punt e Mes, o il San Simone. È molto bello quando il proprietario del locale ti regala una bottiglia.

È molto bello quando arriva Ciube e accende una serata.

È molto bello bere Negroni con Leo.

È molto bello quando un tuo amico è ubriaco e tu sei un po’ come un cane da pastore che per tenerlo vivo qualche amorevole cazzotto glielo devi dare. Altrimenti mica ci arriva a casa. Vivo. È importante che arrivi vivo.

È molto bello quando la situazione sfugge di mano. Allora tu ti rilassi e ti dici: vediamo che succede.

È molto bello quando lei, finalmente, si accorge che tu sei la persona più meravigliosa del mondo. Ma dico: ci voleva tanto?

È molto bello quando finisci in un posto in cui nessuno capisce la tua lingua. Ti danno da bere e da mangiare. A volte cantate anche. E poi alla fine ti spiegano che ti trovano simpaticissimo. Io rendo al mio meglio quando non mi capiscono.

È molto bello quando sei in visita a seri professionisti, si fa un lavoro di gran livello e poi si va a bere e si chiacchiera della vita.

È molto bello quando fai passare una signora al supermercato, quando tieni una porta per qualcuno, quando lo fai sedere davanti, quando aiuti qualcuno con una valigia o due, quando ti chiedono un’indicazione anche se sei in un altro paese ma tu comunque sai rispondere. È bello anche quando ti chiedono un’indicazione in francese e tu riesci a spiegarti.

È molto bello quando lavori con i migliori del mondo nel tuo settore.

È molto bello quando uno studente o un giovane professionista dall’altra parte del mondo ti scrivono per ringraziarti.

È molto bello quando inconti qualcuno che si ricorda il tuo nome e tu riesci a portare a termine l’interazione con un senso di decenza sebbene tu non sia sicuro se l’abbia conosciuto in Goliardia o per lavoro, in quale paese, quanti anni avessi e ovviamente mai e poi mai come cavolo si chiamasse.

È molto bello quando lasci andare, e ti dici che sì, ne uscirai vivo anche questa volta.

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