Creare un’azienda

Creare un’azienda grande o piccola che sia e’ un’esperienza difficile da definire.

Quello che succede e’ che inizi a comportarti come un business. E inizi a essere percepito come un business. Ad avere i problemi e le soddisfazioni di un business. I numeri, le chiamate, le responsabilita’, le aspettative. E a un certo punto, in effetti, hai un business, o, molto spesso, sei un business perche’ quando la tua attivita’ e’ piccola e’ molto difficile scinderla da te. In qualche modo tutto inizia quando metti su un cartello e decidi di auto-proclamarti una societa’. Ovviamente rimani lo stesso minchione che eri fino ad un minuto prima, non hai la piu’ pallida idea di piu’ o meno nulla di quello che tu debba sapere: contabilita’, gestione dei clienti, promozione, contrattazione. Semplicemente inizi a fare. A imparare. A rispettare te stesso e la tua professionalita’. Poi lo fanno anche gli altri, e il gioco prosegue.

E’ entusiasmante. Frustrante, faticoso, stressante. Specie per qualcuno con una formazione tecnica perche’ la realta’ e’ che si tratta di un processo poco governabile. Ti limiti a determinare la direzione di massima, cerchi di tenere la barra dritta, di ridere in faccia alle onde che si infrangono sulla prua. Dove finirai di preciso nessuno e’ in grado di dirlo. Non c’e’ manuale o strumento che regga il confronto impietoso con il mondo la’ fuori.

In un certo senso vuol dire diventare adulti, assumersi la responsabilita’ del proprio destino anche se si e’ coscienti della quantita’ infinita di incognite, dell’indeterminatezza del risultato. Fare impresa e’ come vivere: a volte non basta essere nel giusto o impegnarsi perche’ le cose vadano come riteniamo di meritare. Lo accetti e vai avanti. O non lo accetti, ma vai comunque avanti, in qualche modo.

A me sembra che essere in proprio sia come essere un contadino o un cacciatore: ti scontri con la realta’ dei fatti e vedi il dietro le quinte, il percorso che ti porta a trovare di che sfamarti. Una siccita’, un branco che non passa dove l’aspettavi, sono eventi con cui ti devi confrontare, a cui devi reagire, non puoi piu’ fare finta di niente. Questo mentre qualcun altro chiacchiera pigramente seduto al tavolo, limitandosi a mangiare quello che trova nel piatto, lamentadosi per la lentezza del servizio e la dimensione delle porzioni.

E’ stare dietro le quinte e vedere i preparativi faticosissimi di un trucco di grande effetto, quando visto dal lato della platea. Dietro vedi solo sudore, digrignare di denti, graffi sulle mani. Ma sai che quello che appare e’ qualcosa di piu’.

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