Bellezza

Ho pensato cose diverse in giorni diversi. Le ho pensate in un modo intenso e carico, ma carico in modo leggero, a quel modo che i pensieri non si sparigliano, ti rimangono vicini, mentre prendono al volo il vento e lo usano per innalzarsi, per farsi dare la spinta necessaria a compiere un giro di valzer, una piroetta muta e perfetta.

Ho pensato alla bellezza e il suo modo di raggiungerti, oltre ogni recinzione. Pensa che stavo guardando questo telefim, provando ad associare le strade di cui parlavamo ai loro nomi mentre scorrevano sullo schermo. Poi hai fatto capolino sullo sfondo. Ti fingevi una comparsa, un personaggio dall’impatto minimale. Ti tradiva quello sguardo che smentiva il sorriso. Mi ha fatto quasi male questo tuo nasconderti, dove non ti cerco e non posso evitarti. Però eri bella di una bellezza a cui si perdona tutto. Mi sono detto che vi era solo pace, e memorie buone, e mille e uno inizi che quel tuo sguardo benediceva. Ho spento il computer, ti ho lasciata riposare nello sfondo di un telefim che peraltro credo non ti sia mai piaciuto.

La bellezza ha forme diverse, sai? Sono uscito di mattino presto, ho guidato fra strade spaesate. Una domenica mattina. L’ho vista nella sua bellezza lenta e costante. Torino certe mattina è così bella che ti si conficca un dolore nel petto all’idea di partire. Partire. Via da qui, dove le notti e le mattine sono molto belle. Per andare dove non vi è umanità ad attendermi. Solo io ed il mio sonno, le mie attese in aeroporto.

La verità è che mi sembra di aver appreso. Di accecarmi meno di impazienze, ansie, domande. Di essere più semplice. Di avere più spazio per la Vita.

In fondo si impara, dalla bellezza.

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