Arrendersi alla bellezza

Puoi scegliere di arrenderti alla bellezza.
Preferire la bellezza, all’utile.
Parlo di una bellezza grande e dolorosa, che si deposita come strati di fil di ferro sul cuore. Che trattieni il respiro perchè non si muova troppo bruscamente. La bellezza inevitabilmente entra dentro te, diventa abitudine al dolore.

La bellezza non è solo gioia. Quel tipo di bellezza è vana, è facile, la condividi con milioni di altri sguardi.

La bellezza è sacrificio. La bellezza è una scelta. È la negazione di ragionevoli paure.

La bellezza è talvolta una scelta scomoda. Scondisderata, sconsigliata. Eppure chi non ha gioito di aver corso in direzione opposta ad ogni consiglio? I consigli ti intasano, si ammassano, tutti dentro a rotonde trafficate, a lavori stabili, a vestiti che non rivelino troppo, a bicchieri riempiti a metà. Non esattamente il mio stile di Vita.

Allora, io ci provo a scegliere la bellezza.

Ma cosa vuol dire? Come le trasformi quelle parole in un ricamo di Vita?

Credo che per capire una scelta sia sufficiente concentrarsi sulla rinuncia al suo contrario. Ogni scelta che non è anche rinuncia di altro è apparente, è una cosa leggera, da poco. Scegliere la bellezza vuol dire rinunciare al ragionevole, alla logica dei rifugi, alle tappe stabili per forza e necessità. Vuol dire scegliere i luoghi per loro stessi e non solo per dove ci portino. Vuol dire smettere, finalmente, di seguire una cartina rassicurante. Di vivere rassicurando delle idee che non siamo neanche sicuri di aver pensato noi.

Vuol dire arrendersi alla bellezza che incrociamo, anche quando arriva da direzioni che non aspettavamo, da angolazioni che non rispettano i nostri schemi. Anche la bellezza a cui non eravamo pronti. Vuol dire mettere una parte della nostra Vita a disposizione della bellezza che ci capita dentro. La bellezza di un luogo in cui finiamo per un tiro di dadi, per un impegno scomodo. La bellezza di un incontro con una persona irragionevole. La bellezza di un accidente che rimescola le carte. La bellezza di ritrovare le persone e vederle cambiate. La bellezza di dover partire. La bellezza di ritornare con entusiasmo o controvoglia. La bellezza è ovunque, ma spesso serviamo altri padroni.

Non credo che la bellezza posso da sola offrire tutte le risposte, no. Ma credo che sia venuto il momento di farle posto. Di lasciarle un ruolo. Chissà che in cambio non ci dia il respiro di cui abbiamo così bisogno.

Io intanto parto: nella valigia le camicie ed i programmi. Addosso una felpa che sa d’Irlanda, un sorriso, la foto di una piccola chiesa gotica proprio di fronte all’albergo sperduto nel nulla. I libri a portata di mano, per le pause in aeroporto. La mente aperta, pronta a sorprese buone.

Leave a Reply

Your email address will not be published.