Ma quindi, se le estati lasciano posto ad autunni incerti, e se nella bruma dimentichi non solo la lista della spesa, ma quella della vita e vaghi confuso dove a nulla segue nulla. Allora, ha senso sedersi e pensare a prima. Quando le idee erano semplici, anche se non efficaci. Quando non vi era dubbio, incertezza, paura. Quando si aspettava l’ora di merenda. E faceva caldo, sì, ma non si dubitava che, poi, il fresco sarebbe arrivato e sarebbe stato sufficiente. E l’inverno avresti riatteso l’estate. E però quell’estate fatta così non è più tornata. Non hai saputo attenderla bene? Ti sei distratto? Hai perso la fede? Hai cercato sotto al tappeto?
Io quell’estate la vorrei ritrovare. Non le direi nulla di quel che è venuto dopo.