Scampoli d’estate

Quest’estate non pensavo di viverla: sarei dovuto andare a Monaco, principalmente per rintanarmi in casa e lavorare per finire una miriade di progetti.

 

Invece la Vita ha avuto un’opinione diversa e quest’estate è stata piena di magia. Decisamente inaspettata.

 

Dal primo Agosto ho passato molte ore a non capire nulla o quasi per via della lingua: tedesco, rumeno, sloveno. Famiglie, bicchieri. Molte di queste ore le ho spese con una bicchiere in mano: una birra o del vino bianco. Tuica, a volte. Ho capito cosa intendeva Sant’Agostino: le persone, le persone. Spesso, fra un bicchiere e un altro, guardavo le persone, le espressioni, i sorrisi, le dinamiche familiari. Ho avvertito un senso di calore che andava oltre le parole, oltre ciò che la mia povera mente italica potesse comprendere. Vedete, io non ho molti talenti, ma ne ho uno speciale: è quello di sapermi circondare, non so come, sempre di persone straordinarie. Ho vissuto tante emozioni ascoltando un’infinità di storie, di sorrisi, di pensieri, di condivisioni. Incidentalmente anche una quantità di alcolici che avrebbe stroncato un branco di elefanti.

 

“We have an unlimited supply of wine”.

“Challenge accepted”.

 

Sarà l’aria della Slovenia, la convinta allegria di Domen, le fossette di Mojca, o il pensiero di qualche ragazza su un lungo treno che impiega molte ore a riportarla a casa, però io respiro quest’aria, l’odore di mosto che impregna il legno, e non ho alcun rimpianto, nessun cattivo desiderio. Purificato da tutto. Finirò per rimanere un giorno, due giorni in più, perché è normale, la Vita la lasci scorrere, quando è limpida, l’unica asprezza è la punta acida del vino giovane.

 

Io non ho meritato o costruito tutto questo ma stringo le dita, cerco di farne scivolare via il meno possibile. Mangio, sorrido, accetto il prossimo bicchiere. Chissà che sia una metafora, per imparare cosa vuol dire vivere. Come quando all’ultimo finisci alla festa di Alice, quando incontri Giulia in stazione, trascinandoti due valigie dietro.

 

“Dove vai?”

“Vado a fare la vendemmia, in Slovenia”.

 

È la mia terza volta in questo paese. Ci voglio tornare. Chissà quando il vento mi ci riporterà.

 

Ora vado a dormire, perché in fondo, tanto per cambiare, ho qualche bicchiere in testa da farmi sognare fino al mattino.

5 Comments

  1. E.D.B.
    15 Sep, 2012

    E tutte le persone straordinarie che hai incontrato nel tuo cammino, ognuna di loro ti ha arricchito…ognuna di loro ha fatto in modo che tu diventassi quello che sei e quello che sarai.
    Leggendoti, ti trovo un pò più ottimista. Se la Slovenia ti rende così, ti consiglio di tornarci più spesso…
    Un abbraccio

    • Federico Tomassetti
      15 Sep, 2012

      Ciao E.D.B. (sai che non ho ancora capito cosa significa?), è bello vedere che hai un nuovo post, ora corro a leggermelo.

      Sì, penso tu abbia ragione, sono più ottimista. Credo che a un certo punto mi sia passata la voglia di avere paura, di farmi limitare da tanti paletti che mettevo. Sto meglio. E la Slovenia aiuta :)

      • E.D.B.
        16 Sep, 2012

        E allora mi fa davvero piacere ritrovarti e anche così, senza paletti :) !Comunque E.D.B. sono io…Emi Di Blasi.
        Felice di tornare a leggerti :) Un abbraccio

  2. Quello di Hong Kong
    16 Sep, 2012

    Occhei, aggiunta Slovenia alla checklist. Per fortuna è vicina! :)

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