Miscellanea confusa

Ho diversi correnti di pensiero affastellate nella mente, la stanchezza mi confonde. Ho anche parecchia birra in frigo, provo a fare ordine.

 

Daniele se ne è andato, quando sono tornato non c’era più. Non sono stato un ospite impeccabile. Avrei potuto essere migliore, più simile al solito. Avrei potuto essere peggiore, ma non sarei stato io.

 

Sono andato a lavorare per la prima volta qui a Monaco. Oggi non c’era il mio supervisore, ero da solo in ufficio. Solo con Sheldon. Sono in ufficio con Sheldon: è inequivocabile e un po’ spaventoso.

 

A volte riascolto delle canzoni, sentite a un concerto, in radio, in camera mia. Con la mente rivivo i momenti in cui avevano un senso. Capisco che ci sono persone che sogni, rimpiangi, che ti fanno struggere, che ti fanno disperare, che ti fanno tagli sul cuore, che ti fanno impazzire di gioia, prima di farti impazzire e basta. Poi ci sono persone che invece vivono, e vivi con loro delle emozioni. Le persone che sono troppo vere per avere bisogno di costruirsi fantasmi nella mente. Se le incontri non hai bisogno di stringerle forte, forte perché hai paura che scompaiono, che sfumino via per una parola sbagliata, un sospiro troppo forte, una scusa a smontarle, a dargli una possibilità di fuga. Le persone reali, vivono e ti invitano a fare altrettanto. Decisamente più semplice. Funziona però solo se sei pronto a essere reale. Mi manca la drammaticità a volte, perché fa male ma è una coperta in cui avvolgersi quando non c’è niente di meglio da fare e sei a casa, con una birra in mano.

 

Credo che bisognerebbe circondarci di persone che ci rendono migliori, che mandano in risonanza qualcosa dentro di noi, suonano la nota giusta e risvegliamo in noi energie sopite. Dovremmo circondarci di chi ci rende più autonomi e non di chi ci causa dipendenza. Di chi ispira la nostra voglia di fare, di chi ci fa sorridere di fronte alla fatica, a treni, aerei e ci fa venir voglia di muoverci ancora, di sentirci ancora vivi.

 

Lo stesso però vale per le situazioni: bisognerebbe scegliere quelle che ci fanno vivere bene. A volte le due cose sono in contrasto. Puoi vivere splendide situazioni con persone negative. Pensi di cavartela, di essere abbastanza furbo da poter prendere solo il meglio. Rimarrai però infettato, ritroverai qualche verme nel cassetto, magari tempo dopo. E cosa succede quando invece le situazioni, le casualità, i dati di fatto, i vincoli, i rimasugli di vite precedenti si mettono di traverso, fra te e le persone migliori che conosci. Cosa fare, come scegliere. Le persone o la Vita. Questo è il genere di scelta che non si impara mai a fare.

 

A volte è semplice: si tratta solo di investire in qualcosa. In quel caso bisognerebbe spendere tutti i denari che si è pronti a non rimpiangere, tutto il tempo che non si chiederà indietro al primo piatto rotto, la prima volta che si riaggancia durante una chiamata, la prima volta che salta un appuntamento. Non rimpiango nessuna volta in cui ho investito, mi ha reso più vivo e brillante di quanto non fossi mai stato. Però un investimento ha sempre un fine, e ha senso anche quando quel fine non lo raggiunge. È quando un fine non ce l’ha che deve sapersi auto-sostenere, essere situazione e non futuro. Io credo troppo nel futuro e poco nelle situazioni. Ma mi correggerò poi, col tempo, perché le situazioni sono solo quello che prima chiamavamo futuro.

 

Chiamo i parenti. Mia zia ricorda il giorno che nacqui, mio zio mi parla di come sia pensare i trent’anni quando ne hai cinquanta, poi sessanta. Io noto invecchiando che tante piccole delusioni durano meno. Le faccio scivolare via. Quelle grandi, poche, mi hanno steso a lungo però, più di quello che avrebbero dovuto. E ho sbagliato. Poi un giorno, chissà, ti alzi e fai quello che devi fare. Vedi chi devi vedere. Sorridi e non ti fermi, perché non c’è motivo per fermarsi. Cancelli le piccole sciocchezze fra te e la Vita, perché alla fine i maggiori ostacoli ce li hai messi tu, la tua paura, la tua pigrizia, il tuo non crederci.

 

Ti alzi, prendi una birra e scrivi un po’. Il resto verrà da sè, secondo l’istinto, coltivando il modo di vivere e di sentire. Senza tutte queste sciocchezze che scrivo ma solo con un sorriso. Magari due.

4 Comments

  1. cla
    18 Sep, 2012

    choose life

    • Federico Tomassetti
      18 Sep, 2012

      Ci provo, ma questo vuol dire a volte lasciare indietro le persone.

      • cla
        19 Sep, 2012

        In realtà mi sono espresso male nel mio commento, non volevo indicarti una scelta vera e propria ma postarti un bel clip rimanendo in tema :-)
        Tutto quel che si fa nel presente ha un senso profondo (o forse no), l’importante è non cercare di dare un senso a quel che si è fatto in passato, si corre il rischio di smontare il futuro in un puzzle di “cosa dovrei fare?”.
        è tutto un po’ confuso, no? O forse dovrei smetterla di usare la tastiera a caso.Sì, forse dovrei :-)

        • cla
          19 Sep, 2012

          Ah sì, ecco: “d’altronde il passato fisicamente non esiste, esiste solo come informazione residua nei cervelli dei mammiferi più evoluti, mentre il futuro è una dimensione fisica che fatichiamo a intravedere correttamente – neanche bene con la matematica -. In verità vi dico: L’uomo è un animale fottutamente spassoso”.

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