Liberazioni

È stata anche una liberazione mettere su questo sito questo libro, darlo da leggere.

Era una liberazione feroce scrivere, allora. Quand’ho iniziato cos’era? Fine ottobre, inizio novembre del 2010.

E alcuni commenti che mi ha fatto chi l’ha letto sono giusti. È anche vero che alcune verità sono esasperate, alcuni fatti consumati.

Ma io oggi ho trent’anni e lo zaino più leggero. Io ho cominciato questo nuovo miglio e sono curioso.

E dai Semi verrà il tempo di passare a dei Riverberi di tempi diversi, forse amari in modo più sottile. Forse con l’unico torto di essere passati, con l’unica colpa di essere il sedimento di chi sono, di riposarmi nelle ossa.

Che io poi ora Sei ottavi, se capita, l’ascolto di gusto. Perché è una bella canzone e perché in ogni caduta già germoglia il seme di una rinascita.

Comunque, basta frasi così, a cadere a caso: in fondo da ragazzo avevo ragione a trovare tutta la saggezza che servisse fra i versi dei Guns. Altro che poeti inglesi!

I was the one who’s washing

Blood off your hands

I know the things you wanted
They’re not what you have had

With all the voices I’ve heard
Something has died and something is just changed

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