Dove la notte dimentica l’odore il giorno e rinuncia a cercarlo.

Dove la notte lascia cadere i dettagli e si specchia nel frinire dei grilli.

 

Là, dorme il Senso. Protetto dalla luce soffusa, ammaliato dai silenzi del bosco, dalle mille malizie di ogni cespuglio, dall’incessante canzone dei segreti di larici e abeti.

Là, dovrei cercare, me e il mio tempo, e il vero suono delle mie parole. Questo ronzio invece, è buono solo per questa recita da due soldi, questo passatempo in attesa di un treno che non arriva, in una stazione fuori tempo, fra binari rabberciati e orari dimenticati.

Là, dovrei seppellire la confusione, dove la luna non farebbe la spia, dove una bottiglia di Vodka sigillerebbe la mia memoria.

 

Di che cosa decorerei poi il giorno quando tornasse? Che cosa troverebbe? Me? Me, capace di Vivere?

4 thoughts on “

  1. Fede, basta scrivere. Non ti fa bene alla Domenica.
    Fai. Parla.
    Non lavorare troppo. Sii meno intelligente.
    E non leggere quel piagnone di Kafka, lui diceva sempre “non ho vissuto, sono sempre rimasto nell’anticamera della vita”.
    Non è un buon esempio, anche se scriveva ottimi libri. :-)
    S.

    • Ah ah ah hai ragione.
      Non è una buona scusa il fatto che scrivessi in attesa che un programma finisse di girare, vero?
      È che… boh, non mi so divertire. Consigli? Stasera qualcuno esce a sbevazzare?

      Per Kafka invece è solo che ho questo libro in tedesco sotto mano ma non credo mi deprimerò perché non lo capisco.

      Hai ragione, eh. Io lo so. È come cambiare che mi sfugge.

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