La settimana scorsa

Ci sono persone che si sono allontanate a poco a poco.

La voglia di tenerle vicino, di rimanere vicini, c’era però poi la Vita… gli impegni, le distrazioni, la pigrizia… le nuove amicizie, le abitudini che cambiano, i ritmi diversi… chissà.

Le persone che perdi, e non vorresti, sono una ferita.

Però poi passi tre giorni in Olanda, rivedi tanti volti, parli, ricordi. E sei in quella sala, porgi gli anelli.

Certe ferite si lavano e si guariscono così.

Sai, mi spiace che la Vita abbia fatto piano piano divergere i nostri percorsi però tu, e le persone che ti circondano, sapete cancellare la distanza in un attimo, spazzare via la malinconia. Mi sono sentito a casa d è stato bellissimo esserci. Se ci ripenso piango, sai?

Grazie.

Grazie anche perché quei giorni mi hanno reso più ricettivo. Hanno iniziato a danzarmi in testa alcune storie. Una storia in particolare mi ha colpito, la storia di Elena:

 

10 anni fa Arianna si è rotta l’anca, facendo saltare la vacanza organizzata con Giulia. Nel frattempo Matteo e Alice (entrambi di Valmadonna, paese in cui io e Giulia passavamo le estati dai nonni) si sono conosciuti e messi insieme.

Io e Giulia, mentre Arianna era inchiodata a letto, abbiamo iniziato ad uscire con Matteo in paese.

Dopo un paio di giorni oltre a Giada e quelli che sarebbero diventati miei carissimi amici ho conosciuto Alberto, che stava studiando in America , tornato in Italia per le vacanze.

Colpo di fulmine e subito feeling.

Però troppi km e 2 vite diverse ci separavano. Poi 3 anni senza vederci. Ma mi piaceva talmente tanto che ero quasi sicura che ci saremmo rincontrati e fidanzati.

Ho finito il liceo e ho iniziato l’università, sperando che le nostre vite potessero diventare un po’ più simili. Negli anni è diventato pian piano un piacevole ricordo mentre facevo le mie esperienze, fino a quando è davvero successo.

Me lo sono ritrovata inaspettatamente davanti da un momento all’altro. In quel momento non poteva esserci momento migliore.

I 5 anni successivi non sono state sempre rose e fiori ma ho ringraziato tante volte l’anca rotta di Arianna perchè mi sembrava non potesse essere solo una coincidenza. Ero quasi sicura fosse l’uomo della mia vita.

Poi per un motivo o per l’altro il tempo è scaduto. Ancora troppi km e 2 vite diverse a separarci e, anzi, a distruggerci.

Ora non posso che aspettare che diventi, per la seconda volta, un piacevole ricordo. E’ buffo, anzi ridicolo, ma dopo tutto mi piacerebbe ritrovarmi tra qualche anno a ringraziare di nuovo l’anca rotta di Arianna. Per la volta definitiva.

Ah, comunque… credo al destino.

 

Una fiducia sfrontata, quel genere di fiducia che può sconfiggere ogni risvolto del destino. Trovare la capacità di ignorare una carta sbagliata.

Ho capito che affidarsi alla corrente e cavarmela al meglio non mi porterà molto lontano, solo alla foce dei miei pensieri, a disperdermi in un mare in cui non c’è orizzonte. Ha ragione un’anonima Viaggiatrice a dire

‎”Ma andare per esclusione, non significa scegliere”.

Poi certo mi ha aiutato atterrare un quarto a mezzanotte a Malpensa e trovare agli arrivi un cartello, la foto di Truce Baldazzi, un sorriso cannibale. Uscire e la decappottabile, le casse di birra e di pompelmi, assolutamente imprescindibili. Arrivare alle due di notte in uno sperduto albergo di Piacenza, la receptionist che mi consegna una raccomandata. La mia faccia nel riceverla. Un compito che richiede assoluto sprezzo del pericolo. Firenze, rasare la testa di Asso. I rumori forti nella notte, quando l’aria è più veloce e le stelle ci stanno dietro col fiatone. Molto veloce, dannatamente veloce. Grida e benedici tutti con la tua tunica e il tuo bastone, purifica questo mondo bastardo, buon vecchio Asso, spiegaglielo. Ah, se ti stessero ad ascoltare, che mondo che sarebbe. Tu e quella Bestia: esseri fuori controllo, in mezzo ai quali umani fragili devono dare il meglio per sopravvivere, e sono costretti, e sono costretto a elevarmi, assurgere alla completezza spirituale di un viaggio Gonzo. Il resto è solo strada alle spalle.

 

Quando domenica sera torni a casa pensi semplicemente che nella Vita ci vogliono macchine veloci e musica a palla.

Ringrazi chi te l’ha ricordato.

2 Comments

  1. z
    15 Jul, 2012

    …NON TEMIAMO NULLA!

  2. Un'Anonima Viaggiatrice
    16 Jul, 2012

    Io non credo che esista un destino. il Destino, poi…che parolone.
    Però credo che ci siano percorsi, strade che ti si srotolano sotto ai piedi, dopo che tu – inconsapevole – hai fatto un primo passo in quella che diventerà una Direzione.
    Lo capisci dopo, lo vedi dopo: il filo che lega azioni, parole, silenzi, gesti, persone.

    Ho conosciuto la persona che amo il primo giorno di Università.
    Abbiamo fatto parte della stessa comitiva, sostenuto esami insieme, per cinque lunghi anni. Ignorandoci.
    Io ero “volubile e inaffidabile”, lui “un bimbo”.
    Io continuavo a sbattere la testa per un altro che, senza alcun dubbio, era l’Uomo della mia vita.
    Ho dovuto prendere tante porte in faccia, quella definitiva, sono partita e tornata, ho frequentato altre persone.

    Poi é successo che, quel “filo che lega azioni, parole, silenzi, gesti, persone” mi ha fatto trovare casa vicino alla sua.

    Sono bastati pochi mesi, perché ci innamorassimo.
    E ora, siamo Felici.

    La fine della strada, ovviamente, non la vede nessuno.
    Magari domani sarà il nostro ultimo giorno insieme; o magari, non ci sarà alcun giorno ad allontanarci.

    Non é questione di temere dove gli eventi ci porteranno: é questione di saper guardare indietro…e trovare un senso.

    (www.colcuorealtrove.blogspot.it)

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