Helloween

Dolcetto o scherzetto?
Mentre coltivi la risposta, prima che tu la esprimo per fugare il mio dubbio, io questo arco temporale lo spenderò aprendomi una birra.

E’ mattina sapete. Ne sono quasi certo. Se così non fosse tutta questa luce sarebbe dannatamente fuori posto.
Per dirla con parole mie, non mi sento proprio un fiore.
Festa a casa di Giò, al Magnoletto, si arriva alle dieci per ripartire alle quattro e mezza. Non ricordo per davvero un solo istante di quelle sei ore abbondanti in cui non avessi un bicchiere in mano. Il mio fegato ed in generale il mio organismo tutto sembrano averne preso nota, sicuramente per farmela pagare. Gli esami si avvicinano ed io dovrei essere lì, da qualche parte, sperso fra le nozioni,
sepolto sotto i diagrammi. Ad affogarmi nei doveri, non è questo che ci si aspetta? Diciamo che sto perdendo un’occasione per studiare ma ho come la sensazione che nel frattempo stia facenso scivolare qualcosa di più importante, capissi solo cosa… è che ieri ho sentito come un dolore venire da una parte che non mi faceva male da un bel pò: non so da quando la mia superbia schermasse l’orgoglio dall’accorgersi del circondante. E qui fra lunghe mattine, in cui non sopravvive l’eco nè il riflesso di una lunga notte, ecco in mattine come queste solitamente avverto un poco di malinconia. Non questa volta, non so dire se per via di un cambiamento dentro di me o perchè il mio stato di malessere fisico diffuso cattura tutta la mia (scarsa) attenzione. Niente malinconia a tenermi compagnia. Però pensieri, di quei tarli, dolce necessario tormento, qualcuno fluttua fra i postumi. Postumi forse solo di una serata con qualche amico, forse di qualcosa che ho perso di vista, distratto com’ero dal bere e dal provare a sopravvivere all’avanzare del tempo. Mentre tutto cambia però rimango costantemente capace di scrivere e non dire nulla, non seminare concetti fra queste righe. O forse si? Ditemelo voi.

Il rientro poi mi ha visto scivolare dolcemente fra le strette curve di montagna, volgere con sicurezza il mezzo per la via di casa, pare strano ma un cartello tenta, con tutte le sue forze, di avvisarmi che sto entrando in autostrada. Mi giro verso il Bestia. E’ convinto che la strada sia giusta. Lo esamino. Non credo sia in grado di dare consigli in questo momento. Torno a guardare la strada. Un cartello verde, d’ingresso in autostrada, molto molto grande. Non mi riesce proprio di ignorarlo. Rapida inversione ed eccomi tornato alle strade comuni. Il motore macina i chilometri uno dopo l’altro. E poi un altro simpatico cartello mi avvisa che sto avvicinandomi a Casellette. Casellette non mi ha mai convinto. Mi sa di uno di quei posti che s’inventano per riempire le spoglie cartine della Val di Susa, per aggiungere una riga ancora alle indicazioni. Io a Casellette, senza offesa alcuna, mi rifiuto di andarci. E così si attraversa Alpignano, Rivoli, Rosta. Si, in altre parole un giro del cazzo, come ci si poteva aspettare da due ubriachi. E’ tutto qui. E chi può dirlo? Le sfumature ragazzi, è a quelle che bisogna prestare attenzione. Perchè altrimenti di cose comuni, già viste, previste, ci si può anche morire.

Ma ieri verso le quattro non si era parlato di fare un giro, chessò, a Milano? Perchè poi non l’abbiamo fatto? Che cosa ci ha rubato quelle ore, quell’esperienza?

Che poi a volte fa piacere anche starsene accanto ad un amico, con una birra di troppo in circolo, anche se in quel momento probabilmente non ha neanche coscienza della tua presenza. Ma sono dettagli, sfumature, ricordate?

1 Comment

  1. chiara
    1 Nov, 2006

    ho preso mezza giornata di feri per leggerlo tutto, ma ne è valsa la pena. Ah, già dimenticavo, non ho un lavoro!!
    Meglio così

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