Cosa vuol dirmi

Cosa vuol dirmi l’insonnia?

Non parla di vecchi fantasmi: a ognuno spetta la sua pace, ancora un bacio sulla fronte, un ultimo bacio sulla fronte. Una benedizione, un addio. Non c’è più abbastanza freddo o tempo per recuperare alla memoria i colori di quella sciarpa, per chiudersi ancora nel tepore di un cappotto, le mani strette in tasca, le mani arrotolate strette intorno al cuore.

Non sono fantasmi. Sono i consigli di una saggezza sotteranea, un provare a dirmi qualcosa, a farmi capire. Parlane con l’orologio, lasciagli snocciolare storie, borbottare ticchettii insonni. Ascoltalo, che dice?

Ho il percorso lento e sorridente disegnato sul palmo della mano. Trasfroma ogni contrattempo in una possibilità. Non mi preoccupo del sonno o delle incombenze, dei baci sulla fronte o della forfora. Io sono felice oggi, più che ieri, e avverto l’incombere della felicità di oggi più di ogni inesistente domani. E se cadono sottili i minuti, sono buoni compagni, a saper scorgere il nome di ognuno di essi. Ho più parole, che sonno, più silenzi dentro. Non so perchè ma mi sembrano paesaggi, ho voglia di guardarli, senza pretendere nulla, come non avessero occhi o respiri. Lascia che sia e goditi il paesaggio.

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