Conta

Piove finalmente.

 

Ho mal di testa e guardo fuori dalla finestra. Mangio uva sultanina, in casa non ho altro.

 

Conto fino a dieci. Ancora ricordo i nomi di ognuna delle mie preoccupazioni quotidiane, il peso specifico di ogni sciocchezza.

 

Conto fino a cento. Incespico nelle liste di cose da fare, nell’annaspare di elenchi, di scadenze, di aspettative altrui.

 

Conto fino a mille. C’era qualcos’altro, vero? Qualcosa di più importante.

 

Conto fino a un milione. L’importanza del mio respiro.

 

Esco. Cammino vicino casa: piove, piove forte.

 

È passato tanto tempo da qualsiasi cosa. Io sono separato da ogni battito del mio passato, da ogni emozioni estrema. Io oggi non sono più triste, non sono più disperato. Non sono contento o arrabbiato.

 

Sono un fantasma, la pioggia mi rende translucido.

2 Comments

  1. E.D.B.
    9 Apr, 2012

    La cosa bella del divenire “fantasmi” è poter restare stupiti nel momento in cui si prova un’emozione che non si provava da tempo. Rendersi conto che qualcosa ancora nel petto batte.

    • admin
      9 Apr, 2012

      È vero, però in mezzo c’è tanto tempo sprecato, ed é un peccato.

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