Complici

Complice una vecchia foto che spunta fuori da facebook (qua sotto) Complici dei vecchi blog in cui mi imbatto, di persone che non vedo più da anni. Complici i nomi che affiorano dalle pagine, bè per un attimo mi sono ricordato di un momento in cui la Vita sembrava avere più attori sulla scena. Questi anni sono diversi: era il Maggio del 2013 quando è iniziata un’avventura con una compagna di strada. Allora parlavo di una Luce. Poco dopo siamo partiti per Dublino, poi, sempre in due, siamo venuti qua a Lione. Ho abbandonato la valle, Torino, la casa in cui vivevo con Andrea e Giulia. Ho abbandonato una ragnatela di rapporti, ricordi, relazioni, frantumi, reliquie storiche, legami di ogni tipo. Sono andato, via. E poi non torni, perchè anche se torni il...

A un certo punto

A un certo punto devi capire cosa vuoi diventare. Lo stress con l’uomo intorno? La porta chiusa fin dopo l’ora di cena? A volte mi sento parte di una vecchia barzelletta: ci sono un tedesco, un francese e un italiano… Ogni tanto dico “sorry, but…” mentre parlo con un italiano. Ogni tanto vorrei solo uscire a fare una passeggiata, o fare due chiacchiere, o non trovarmi in un triste albergo vicino alla stazione di Stoccarda. A un certo punto penso di riorganizzarmi, di cambiare, di cercare una soluzione, di proseguire con un vigore nuovo. È che da bambini immaginiamo il glamour del viaggiare per lavoro, di diventare “imprenditori di sé stessi” ma non ci immaginiamo cosa voglia dire la solitudine del consulente o...

Storie di un viaggiatore casuale

Tutto è cominciato con un risveglio ragionevole: una passeggiata verso Part Dieu, il Rhone Express a Saint-Exupery, la lunga, dannata coda per il controllo passaporti, una fila di stupidità che si mangia Schengen e l’Europa. Arrivo a Praga e mi attende il taxi, non gli dico neanche dove andare, non lo saprei nemmeno. Arriva Daniele, si mangia al tailandese. E poi è mattino presto, le 4:30, quando io e Claudio ci alziamo, raggiungiamo la stazione dei pullman. Dopo sette ore e qualcosa sono all’aeroporto di Stoccarda. Venti metri fuori dal pullman e sono su un taxi. Giusto un minuto in ritardo per la riunione. E ora mi trovo in un albergo incredibilmente deprimente, davanti alla stazione della città più deprimente che io abbia mai visto. Dovrò tornare...

Cose che

Ci sono cose che ho fatto e cose che non sono mai stato in grado di fare. Cose a cui ho rinunciato, per paura, incapacità, perchè ero paralizzato da non ricordo più cosa. Però ci sono cose che ho fatto. Sono partito da Torino, ho vissuto un erasmus a Karlsruhe, un’avventura a Monaco, ho lavorato nella Dublino dell’IT e ho passato un anno a Lione. Ho fatto ricerca e preso un dottorato. Ho lavorato con aziende che ammiravo, ricevuto offerte da aziende che ho sognato e ammirato. Mi sono messo in proprio e guadagnato il primo anno più di quanto guadagnassi da dipendente. Sono stato a matrimoni in diversi paesi. Ho passato serate parlando lingue che a malapena capivo. O non capivo per niente. Ho ricevuto visite da amici che arrivavano da così tanti posti....

Montagne

Note dall’ultimo viaggio in Italia, qualche tempo fa. Ci sono valli in cui ho guidato cercando di andare un po’ piu’ forte delle mie domande. Parcheggi in cui mi sono fermato, lungo la statale, alla ricerca di un nonluogo in cui sfuggire tempo e auto-inquisizioni. I dubbi come aghi nelle gengive. Ci sono montagne che mi sono fermato a osservare molti giorni, sparsi come manciate di sabbia lungo gli anni. Un certo profilo, il modo in cui le valli sono confinate dai costoni, il risalire degli abeti fino a mezza costa, solo osservarlo mi fa risuonare un eco di momenti di confusione, spaesamento, disperazione. Tutte cose affrontate guardando fuori dal finestrino, camminando fino a farsi male ai piedi. Ho risolto poco ma quegli sguardi si sono...

Confusione, biglietti e silenzio

Trovo troppi biglietti del TGV, nascosti in questa o quella tasca. Andate, ritorni, viaggi che non ricordo: salgo sul treno e molto finestrino dopo siamo arrivati. Puff. Guardo il portafoglio e trovo biglietti di ogni tipo. Un buon per ritirare un premio al GS sotto casa. Lo scontrino è cancellato dal tempo, il GS è diventato un Carrefour e non abito nella casa vicino a quel GS da almeno quattro anni. Un cartoncino con i numeri da chiamare se dovessi bloccare la carta Sanpaolo che non ho più. Un biglietto da visita con i dati del mio consulente in Credit-Agricole. Un indirizzo di una stanza in Germania. Non so in quale città. È come se avessi le tasche piene di prove di fatti mai avvenuti, di eventi evaporati e annullati. C’è tanta velocità, tanta,...

Calendari

La maggior parte degli anni l’occhio mi cade sul calendario qualche giorno prima. Mi sforzo di ignorarlo ma l’inizio di Marzo è già lì, che agita la coda. Piano piano, gustandosi ogni passo, arrivo il più maledetto fra tutti i giorni. Altri anni, capita di non guardare il calendario fino a che una lucida consapevolezza ti sorprende. È una sensazione di freddo lungo la schiena, troppo, troppo in profondità perché tu possa farci nulla. Sbarri gli occhi e cerchi di ricacciarla indietro, nasconderla dietro la cortina del tuo sguardo. A volte mi chiedo come la sera del sei gli abbia ceduto il passo senza vergogna, senza cercare di resistergli, di impedire questo scempio. Perché, mi chiedo, l’otto non si precipita a strappargli il posto, a impedire...

Possibilità

Ci sono così tante possibilità che non ha alcun senso avere paura. È così semplice. Solo che poi il coraggio lo devi imparare. Io penso che alcune persone mi siano state di esempio. L. che da sempre è in proprio. C. che è tipo da chiudere una borsa, lasciare un biglietto e ricominciare una Vita, così. È uno di quelli che a volte pensi sia costretto con le spalle al muro, fottuto, in una parola. In quel momento preciso tira fuori un Joker dalla tasca della giacchetta di jeans, ti guarda e sorride. Un momento dopo ogni suo problema è sul pavimento, le mani strette intorno ai testicoli e si chiede cosa diavolo sia successo. Wildcard, bitches. A. ha sempre avuto coraggio. In maniera estrema. Apparentemente la sua sembra incoscienza pura e semplice, invece a guardarci...

Fondamentalmente

Fondamentalmente sono felice. Ho una vita estremamente piacevole: faccio quello che mi piace, con i miei ritmi, prendo le mie decisioni e ho buone prospettive di guadagno. Nelle ultime due settimane ho avuto una serie di proposte professionali che mi hanno totalmente meravigliato e riempito di orgoglio. Dirò no a tutte tranne una. Occasioni che non pensavo avrei mai potuto avere e che ora ha senso rifiutare per varie ragioni. La prima è per difendere il modo in cui vivo attualmente e il percorso che sto seguendo: non dico sia privo di rischi o avversità ma mi sta dando soddisfazioni e credo di avere i mezzi per affrontare tutte le possibili sfide. Non temo nulla [1]. La seconda è che per qualche perverso meccanismo continuare a dire di no alle opportunità,...

Siamo stati

La cosa strana di tornare da mia madre è che le cose sono rimaste lì, ma è come se avessero una patina che le separa dalla quotidianità, come fossero paralizzate. Cose da museo, non più vive. E la cosa strana è che non ho alcuna birra o bottiglia di whiskey nascosta da alcuna parte. Forse in qualche cassetto potrei trovare un pacchetto di sigarette davvero troppo vecchio. Non posso non ricordare che siamo stati giovani, belli, felici. Certi giorni felici come polli di gomma, altri giorni felici come inebriati da alcol di scarsa qualità, altri giorni storditi dalle nostre parole. Siamo stati felici in mille modi diversi e in cento luoghi sparpagliati qua e là. Abbiamo continuato a essere felici, e poi abbiamo smesso, come a prendere fiato, per poi ricominciare più...