…la spugna gonfia di materia vitale che non scorre più, l’ingorgo di passato presente futuro che blocca le esistenze calcificate nell’illusione del movimento: questo trovavi al termine del viaggio.

Italo Calvino, Le città invisibili.

Esiste un libro che possa sfiorare la grandezza di questo?

Oggi dal treno il sole sorgeva rosa, un taglio nel cielo. Come un giorno fosse una sentenza netta. Quella ragazza che ti da del lei, quegli anni fra te e i freschi universitari che iniziano a scavarsi. Un’altra lei, d’una apparente bellezza asettica, finché tace, poi parla e le sue fragilità emergono brillanti. Ecco, le fragilità, proteggere le fragilità di qualcuno. Questo sì che è sarebbe senso forte. Precluso, oggi.

Domani è ancora Milano, è ancora Bicocca.

 

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