Pirata

E cosi’ sono a lavoro che ascolto Pirata, di Claudio Lancini. I bassi persistenti a ricordarmi… Zurigo, una Street Parade di molti, molti anni fa. Claudio aveva i capelli rasati, forse tutti avevamo i capelli rasati. Il nano da giardino guidava la macchina per le vie della Germania.

Io penso, alle infinite possibilita’ della Vita, qui dal seminterrato, in attesa di qualche meeting, di scrivere qualche integration test, di convincere qualcuno dall’altra parte dell’oceano che questo servizio che stiamo realizzando e’ in effetti fondamentale. Di convincere qualcun altro a fornirci la documentazione o l’accesso a un database. Di far capire al nuovo team leader almeno i principi di come si usa git.

Io penso. La differenza rispetto a quando avevo 16 anni e’ che al pensiero deve seguire l’azione, altrimenti rimango qui, a ordinare i bit con maestria, dimenticandomi il perche’.

Allora io sorrido, ascolto ancora una volta Pirata e rido perche’ io sono qui ma non sono qui, perche’ io vi preparo un volo che non ne avete visti.

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