Ho capito

Ho capito una cosa all’improvviso.

Ho capito che essere stati felici non da alcun diritto ad esserlo ancora.

Ho capito che aver avuto la felicita’ piena e totale non da diritto ad alcun rimpianto. Che dovrebbe esserci solo gratitudine.

Ho capito che se non altro e’ un segno che in qualche tempo e in qualche condizione siamo riusciti a costruire una felicita’ ad un livello del sentire che non e’ dato a tutti provare. Dice qualcosa su di noi. Non parla di fallimenti e di inadeguatezze, ma della nostra riserva di energie. Che puo’ un giorno sembrarci spenta, persa, o semplicemente irraggiungibile. Eppure c’e’. E questo e’ molto, molto piu’ di quanto molti potranno mai dire.

Ci vorrebbe piu’ gratitudine perche’ la felicita’ dovrebbe lasciare un’eco inestinguibile, che continua ad espandarsi. Che ci richiama. Invece ci perdiamo troppo spesso a fissare singoli frame rimasti impressi sulla retina. Sull’attenuarsi della luce, invece che sul suo Azimut. Siamo come piccoli uomini terrorizzati da un eclisse.

La luce c’e’, anche dove non ci riesce di vederla. L’eclisse passera’ e conteremo i sopravvissuti.

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