Vecchi piemontesi

Ieri degli zingari mi hanno rubato l’iphone all’interno del dipartimento di automatica ed informatica.

Poche ore dopo sono arrivate delle valutazioni non esattamente esaltanti su un lavoro cui avevo partecipato.

E allora ti siedi alla scrivania, sorridi e torni a concentrarti.

Con calma, quasi con gioia che la Vita ti ponga delle sfide, alla tua pazienza alla tua capacità di reazione.

E io ripenso ad una scena vista anni fa. Il giorno che l’acqua dell’alluvione che produsse danni enormi in questo bel Piemonte stava iniziando a ritirarsi registrarono un intervista a due vecchi piemontesi che avevano perso il frutto del lavoro di una vita. Quei due vecchietti erano lì quel giorno e senza lamentarsi dicevano solo che era tempo di rimettersi all’opera. Io penso a quello e a popoli che vivono in baracche costruite dopo l’emergenza-terremoto di inizio ‘900, penso alle popolazioni che invocano l’aiuto di una entità superiore: lo stato o forse anche Dio. Beh quei piemontesi avevano un’altra cultura. Una cultura serena, del lavoro e della reazione. Io trovo che sentirci responsabili di quanto ci accade e credere nella propria capacità di reagire sia fondamentale per vivere bene.

Io sorrido ed ho amici che vengono con me a bere la sera.
E ho avuto la fortuna di crescere in questo mio forte e adorato Piemonte. Spero di averne ricevuto un po’ della determinazione, dell’incapacità di frignare su destini avversi.

1 Comment

  1. claudiopapetti
    24 Jun, 2010

    noi abbiamo pagato la nostra ingenuita lasciando che un gruppetto di bambini thailandesi facessero festa con 10000 bath (200 euro), prelevati dai nostri portafogli, dimenticati nel bungalow, a 24 h circa dalla partenza :-)

    la nostra reazione e stata decisamente piemontese:-)

Leave a Reply

%d bloggers like this: