Una storia di pensieri

Gli altri mi chiamano in modo diverso ma quando io penso a me stesso mi chiamo Solitudine.
Vivo qui, fra i pensieri.
E ripenso agli avvenimenti, alle emozioni passate. Le ricucio e mangio a grossi bocconi.
Non mi sembrano mai abbastanza.
Ed io ripenso ed ancora, riprendendo stralci abbandonati qua e là. Torno a quell’albero e vi trovo le parole masticate e abbandonate lì mesi prima. Riprendo. Progressi pochi, distribuiti negli anni. Lentamente. A volte non sembra entusiasmante.
Ci vuole pazienza. Ed intanto coltivo i nomi che crescano, si rafforzano e poi evolvono.
I miei nomi, i nomi che do alle cose.
Rifletto e viaggio. Cerco emozioni che faciano compagnia durante il viaggio.
Anche perché poi mi serve distrarmi. I progressi, come si diceva, sono lenti e troppo.
Come queste parole.

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