…troppa da smaltire

Forse è che non è solo mia. Cammino per strada, incrocio sguardi di gente con le mani in tasca e lo sguardo vuoto, quel senso di freddo che non bastano due sciarpe. E gli amici che una donna non l’hanno avuto mai. E il dolore di amore rimasti nel cuore di una persona mentre il tempo se ne correva lungo il suo binario, fermandosi il tempo di un sorriso di scherno. E poi si, la mia. Il senso di San Valentino è che ti ricordi cosa facevi un anno prima, due, tre. Ti fa fare il punto. Su tutte le esperienze ed i percorsi di cui non mi pento mai. Certo. Ma anche il conto delle serate fra me, una birra, un pensiero e muri gialli. O me e le strade in cui sbocconcellavo pensieri solitari. Il conto di quelle serate aumenta. E nel mentre una fetta della vita se ne va, è già scivolata lontano dalla mia mano, appiccicata a malapena alla memoria. E io rimango qua. Una lattina vuota in più.

A volte mi sembra ci sia troppa solitudina, la vedo negli altri, in chi conosco ed in chi no e mi ferisce.

5 Comments

  1. Anonymous
    15 Feb, 2010

    “…mano, appiccicata…”

  2. Anonymous
    16 Feb, 2010

    …la potenza di chi, in poche righe, riesce a racchiudere quell’immenso buco nero che è la tristezza nell’universo delle sensazioni…

  3. ClaudioPapetti
    16 Feb, 2010

    il secondo anonimo sono io

  4. Giorgì
    16 Feb, 2010

    però dai, il giorno dopo san valentino di qualche anno fa hai conosciuto me… cioè… vuoi mettere che culo! :D

  5. luckywanderer
    17 Feb, 2010

    Beh io sono molto contento di averti conosciuto quel giorno. E’ stato un San Valentino molto fortunato :D

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