— TITOLO NON DISPONIBILE —

Ultimamente ascolto De Andrè che per inciso mi ricorda il tizio della foto del post precedente.

Pessimo tizio.

fra il Sand Creek e l’Hotel Supramonte a rincorrer quell’inquietudine, ora sottile, ora devastante cui non voglio rinunciare. Continuare a chiedersi, a cercare. E non è sempre facile. Non posso lasciare che si spenga, rimarrebbe un guscio vuoto.

passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore

3 Comments

  1. Dario Mimmo
    21 Jun, 2007

    Se verrai a sentirmi giovedì prossimo al Marconi…magari…qualcosa di De Andrè…salta fuori…

  2. Rassviet
    18 Jun, 2007

    una volta avevi scritto "il tempo passa e mi ritrovo a sognare meno forte, a smettere prima di arrivare a sanguinare, eppure, che nostalgia per quel dolore…" ora ascolti de andrè…"Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso ,il lampo in un orecchio, nell’altro il paradiso,le lacrime più piccole, le lacrime più grosse, quando l’albero della neve ,fiorì di stelle rosse"
    torna a sanguinare…in fondo non fa nemmeno così tanto male…è liberatorio…ti isoli…soffri…sanguini…ti fai avvolgere dalle nebbie…perchè è proprio lì che si mescolano fantasia e realtà…e il silenzio che regnerà apparirà come una sostanza invisibile che puoi respirare…farti entrare dentro…come l’aria..come la vita.
     
    consiglio di una matricola balengaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  3. Valentina
    18 Jun, 2007

    <3 colpa tua se ora adoro de andrè, colpa tua se mi deprimo, sempre colpa tua.vecchiaccio.

Leave a Reply

%d bloggers like this: