Ticchettii

Questa mattina mi sono svegliato presto. E’ la pioggia che è venuta a cercarmi sotto la coperta leggera, ha bussato con insistenza alla grande finestra della mia camera, su in mansarda. Poi mi ha lasciato lì in quello strano territorio silenzioso di luce scarsa a fissare oggetti immobili. Sveglio ma non ancora parte integrante, attiva della vita là fuori. Mi sembrava di essere confinato o rintanato in uno spazio comune, unico. Lo stesso dei miei risvegli silenziosi fin da bambino, lo stesso starmene a pensare con gli occhi sbarrati nel tepore delle coperte e di attimi solo miei. Un filo che univa il me di adesso al me bambino che pensava alla compagna di classe ed i suoi capelli biondo cenere, alla cartella nuova e poi alle vacanze, agli esami. Come se tutte quelle persone, tutti quei me fossero una persona sola, un pensiero che a me sembra assurdo e per questo trovavo magica quella sensazione, quel filo conduttore fra momenti e stati dell’esistenza così diversi. Mi sono sentito mutato ed eterno, là, sotto la pioggia che ticchettava, sotto una coperta, rintanato ancora nella mia calda solitudine, nascosto sotto i ricordi di quei momenti prima di tutto, prima di quei pensieri, prima di quei dolori. I ricordi di un bambino felice che… non mi va di dirlo. Buona serata cari lettori. Me ne torno a due di due ed alla sua fine deludente me ne torno allo scendere la val di Lanzo dopo la visita ad un vecchio rudere che si sogna di ristrutturare. Me ne torno a giorni intensi che mi distraggono dai pensieri. Isole dove ogni tanto rifugiarsi. Un po’ come sotto la mia amata pioggia.

3 Comments

  1. Federico Tomassetti
    26 Aug, 2007

    Io intendo la parte finale, quando ho scritto non ero ancora arrivato all’ultima pagina ma mi è parso che nelle ultime 50-100 pagine perda un po’ di smalto rispetto alla parte iniziale

  2. Diana
    26 Aug, 2007

    Ma come?! Due di due mi è parso uno dei pochissimi libri di De Carlo con un finale non deludente. Là dove ce ne erano state due…una cosa del genere no?  

  3. Pulch
    22 Aug, 2007

    Forse a Torino è già arrivato l’autunno…l’ha presa già quel grigio? Il ticchettio sulla finestra è qualcosa di consolante secondo me..suona sempre uguale dappertutto…e anche a me piace sentirlo perchè è il suono del ricordo…Ciao e buona giornata 

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