Risvegli complessi

Oggi è uno di quei giorni.

Ieri sera abbiamo raggiunto l’Oliva e la consorte, il Buffa (nome in codice: “il lonza”), Richard e la di lui metà. Che è amica di Marta. Ho provato a dirle che non era il caso ma non mi ha dato retta. Non mi danno mai retta.

Poi arriva il Dani che porta seco Alf/Valozza. Abbracci a gò gò, scene di commozione. Non le ho ridato l’ombrello. Vabbè. Ci vedremo ancora, no?

Poi ce ne andiamo al Tritolo io e il Capo: c’è una cover band punk-acustica. Sì, lo so. E non sono male (cover di Ramones, Green-Day, Rancid). C’è gente improbabile che balla, che sale sul palco, che si lancia, che cade, che non si fa male non so come. Qualche birra. Qualche altra birra. Qualche ulteriore birra. Ci siamo capiti.

Poi andiamo alla Sacra Birra, dove incontro un amico di infanzia. Poi incontro un altro ragazzo che annuncia di stare per diventare padre. Complimenti. Però è con la ex. Ah. Dice che comunque è una bella cosa. Bravo, cazzo, così bisogna pensare. Si balla. Al bagno il Capo prende della roba immonda dal lavandino. Mi giro verso una signorina in coda e la avverto che non dovrebbe frequentare gentaglia del genere. Lei mi fa notare che in effetti sia amico mio. Ah. Bé, non è tutta colpa mia, non è sempre colpa mia.

Poi andiamo al Clancy’s. Il problema è il come. Cose che ti arresterebbero anche se le facessi a Need for Speed. Nel mentre detto il mio status su facebook, così per lasciare un’ultima traccia terrena. Viene fuori questo: “Moriremo tutti fare bruciato a capo. balo”.

Oggi mi sono svegliato ed era uno di quei giorni. Uno di quelli in cui mi sveglio provato.

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