Radici

Un tempo non avrai mai considerato di abbandonare questi posti, l’Italia, il Piemonte, anche solo Torino.
Fra oziose chiacchiere da pub mi trovo a pensare che quello che mi legava a questi luoghi si sia, come dire, affievolito. Sempre più indipendente, i rapporti con le persone si rilassano. E da un pò un senso di vertigine questo senso di libertà travestito da solitudine.

Poi arriva la Domenica, una visita a dei parenti. E ripensi che in fondo sia qui il tuo posto, le amicizie coltivate le vedi un pò come vecchie pantofole che negli anni si sono adattate a te, hanno forse un pò ceduto e qualcuno vedendolo penserebbe di buttarle via, il proprietario lì di fianco ad annuire col capo ma sapendo in cuor suo che non riuscirebbe mai a rinunciarvi. E forse non è solo per mancanza di coraggio.

Nel frattempo, di soppiatto, la nuova settimana s’è fatta sotto, affrontiamola.

5 Comments

  1. Il punto wrote:
    30 Sep, 2006

    Andrebbe bene ma:
    – Il tuo indirizzo di posta non ce l’ho più
    – Il tuo indirizzo non ce l’ho mai avuto
    – Attualmente risiedo sui monti

  2. Il punto canuto wrote:
    29 Sep, 2006

    Eh, s’invecchia; e boh, più passa il tempo e più mi è facile ammettere di non capirci un cazzo. Bah, e mi sorprendo a dire ai 20enni un "vedrai" insensato, piuttosto che. Piuttosto che. Non dovevamo andare a devastarci?

  3. Daniela wrote:
    28 Sep, 2006

    non ho capito dove cominciava e dove finiva l’ultima parentesi. comunque se tu avessi cambiato sesso non ti giudicherei affatto. per tornare al fattaccio, certi tizi me li cerco apposta, così posso farmi due risate e scrivire qualcosa sul blog, che altrimenti parlerebbe della marca dei miei assorbenti o di quante volte lui si dimentica di chiamarmi..

  4. Daniela wrote:
    28 Sep, 2006

    hai cambiato sesso?

  5. (nessun nome) wrote:
    25 Sep, 2006

    ma la libertà in quanto tale non comporta anche un senso di solitudine?
    del resto, si sa, i legami comportano limiti e compromessi in cambio di protezione e calore…
    ma a volte sono proprio questi legami la prigione…una prigione popolata, che ci libera dalla solitudine. Ma vogliamo essere realmente liberi? siamo disposti a pagare per la libertà la solitudine? e amare significa anche limitare la nostra libertà?….o, infine, essere liberi significa  saper scegliere, scegliere cio che è giusto per se stessi e dunque anche rimanere legati a catene sbagliate???
     ….troppe domande dici?! forse…mi sono inceppata il mononeurone! :)
    …come puoi leggere i dubbi tormenano l’anima di molte persone. forse di chiunque abbia il coraggio di farsele. Ma è questo è il bello del gioco "mettersi in gioco"; altrimenti sarebbe come vivere in panchina.
    Sai che è proprio questo tuo modo d’essere contraddittorio, sicuro ed estremamente incerto a renderti speciale?!  Niente luoghi comuni, ma paure e sensazioni tipiche di chi si pone domande.
    ti rimando, se ti va ad una canzone degli sikitikis…il cui testo è molto, molto interessante..
    "l’istabilità èl’origine di ogni bisogno Se osservo il mio tempo e lo scortico senza ritegno E’ rispetto in me stesso Se amplifico il gusto di stare da solo nel mondo è perche ne ho bisogno. L’insicurezza può dare fastidio all’orgoglio La mia incomprensione ha pochissimo autocontrollo Se arrivo a frenare i miei istinti non mi è più chiesto un autocontrollo Se invece mi accorgo di essermi perso qualcosa calpesto l’orgoglio…l’anarchico è chi decide di amare davvero Privato della paranoia di avere un rimpianto.."
    -rileggo il testo-sospiro- …vorrei avere il cuore nella pancia.
    ….vado, buonaprimasettimanadiautunno.
    unaperfettasconosciuta 

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