Piena o vuota o altro?

Settimana impegnativa. Lunedì a festeggiare Carmine, fra "ad fundum" comandatimi ed eseguiti. Fra bicchieri ingollati di mia sponte, malefica e meschina carnefice di me stesso. Tornare a casa, sudato nel letto. Alzarsi. Vomitare. Andare a tenere lezione, otto ore. E così Il mercoledì uscire da lavoro ed andare ad un colloquio che finisce alle venti. Passare a casa. Cinque minuti. E poi sono in giro. Goliardi, la  sera. Tornare alle tre. Alzarsi ed altre otto ore di lezione. Essere mezz’ora dopo a Collegno, ad ascoltare le folli richieste di chi è stato tanto folle da commissionarmi un programma. Finire alle nove e la sera uscire, per le dieci in piazza Carducci. Quest’oggi uscire da lavoro, cenare col bestia, andare a sbirrarsi al Porkiss. E’ una vitaccia. Però ho trovato gente, pur impreparata per seguire il mio corso, che riteneva importanti le mie parole. Mi sono trovato ad essere professionale. A ridere del mio sostituto (la settimana prossima sono in un’altra azienda) che si presenta al colloquio con un amico. E’ stata una settimana in un gran bell’ambiente. Conoscere tutti i dipendenti della ditta, dare del tu a tutti. Andare a pranzo con loro. Spero di tornarci. La prossima settimana si ricomincia.

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