Orione di notte

Ecco, se c’è spazio per un punto
di contatto io lo cercherei fra il tempo in cui alzi la mano per
ordinare il bicchiere della staffa e quando spegni l’ultima sigaretta
davanti alla porta di casa, con sollievo e con riluttanza. Quando lei
si gira, col menu sottobraccio ed il grembiule nero ti sembra che ti
si avvicini con tutto il suo mondo notturno negli occhi, alle spalle
e tutt’attorno. Ti chiede che cosa vuoi che ti porti e lancia un
sorriso da quell’infinita distanza che separa la notte di un pub
fuori città da una vita d’uffici e rate della macchina. Quel
sorriso cadrà nel vuoto, incapace di percorrere lo spazio fra
due vite così diversa, fra la vita e lo svogliato desiderarne
una. Però è gentile a lanciartelo lo stesso. Birra
rossa, birra forte, ambrata d’Alsazia. Il sapore di malto mi appanna
i desideri, mi scorre nella gola e nella testa, mi fornisce di che
intontire e frenare quell’assurdo guardare alle cose, pensare di
decisioni lancinanti e distruttive per il mio oculato formicare.
Tutti i volti al tavolo, parte di questa piccola società
perfetta e non perfetta, lisa, piena di crepe, affogata di polvere ma
così vera, pulsante, interlacciata come una ragnatela. Credo
la felicità sia a distanza di un San Simone. Lo ordino.


6 Responses to Orione di notte

  1. E non potrebbe essere che la felicità sia a distanza di un sorriso? secondo me è lui il fulcro di tutto:senza, non sarebbe stato lo stesso intervento.. :)
     
    abbracci fumosi e alcolici

  2. Massimo, mi spiace ma non hanno effetto su di me gli inviti a non bere, sarebbe snaturante. E Diana mi fa piacere che apprezzi un buon San Simone, si trova anche fuori dal Piemonte?

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