Oltre

Oltre è una parola che mi è sempre piaciuta.
Oltre ce l’ho scritto su una cassetta che tengo in macchina, una vecchia cassetta, riascoltandola la prima canzone che vien fuori è "A denti stretti", Litfiba.
Oltre, oltre i limiti. Limiti di tutti i tipi, intendiamoci, i limiti fisici di questa realtà con le sue regole e i suoi dettami. I limiti sociali che limitano i rapporti. I limiti che ognuno di noi pone di fronte alla propria realizzazione, i propri limiti, le proprie debolezze, il proprio essere non all’altezza.
E io mi sono sempre sentito, in parte, oltre. Oltre le difficoltà contingenti e poi, riflettendo mi accorgo di ritrovarmi, ora, oltre i limiti del dubbio e del ripensamento. Volto ad un nuovo inizio, come se il tempo in cui rimpiangere fosse stato saltato a piè pari. Non è così, ovviamente, ma la scarsa memoria lo fa apparire, costruisce una realtà alternativa nella quale vivo. Ma vivo oltre i miei simili, in una mia gabbia in cui non sono ammessi ospiti. Ed oltretutto non si tratta neanche di un bel posto.

1 Comment

  1. Sara higitusfig​itus
    10 May, 2006

    Mi ha colpito questo intervento…Il tuo desiderio di superare queste famose colonne d’ Ercole..è sempre un enorme punto interrogativo, un’incognita…Un’ulteriore gabbi, come hai scritto tu, nel quale ci si ritrova di volta in volta ingabbiati…E’ tutto un susseguirsi di interventi all’infinito, ciclici…E mi ritrovo in questa visione…
    Un bacio

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