Note

Nell’aria una nota sottile. È con l’orecchio o con il cuore che la avverto?

Mi sembra di percepire come un fremito leggero, come il tempo scorresse a scatti minuscoli mentre cammino per le vie di Zurigo, mentre torno a questo ostello.

La fibrillazione cosa mi dice, di cosa mi parla? Usa una lingua molto, molto antica; la conosco in modo naturale, ineducato. Mi sembra una lingua che non posso dimenticare, anche se non la sento da molto tempo. Anche se la sento sempre meno di frequente e il mio orecchio, con gli anni, si fa più duro. E così il cuore, in qualche modo.

Così cammino, piano, sotto la pioggia, cercando di ricordarmi cos’era quella nota, che suono avesse la Vita quando bussava piano, dove le capitava di trovare uno spiraglio. E come si reagisse, e come si facesse a chiederne ancora.

Poi i giorni passeranno. Due di questi sarò da solo per Zurigo.

Ci sono tante cose che non ricordo, quasi tutte non accetto di scordarle.

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