…niente…

Sto provando a rimediare alla mia limitatezza musicale provando ad ascoltare qualche nuovo gruppo che ancora non abbia avuto modo di raggiungere il mio regale apparato uditivo. Pink Floyd. Riascolto, come da far mio, mille e mille volte un solo pezzo:

Wish you were here

So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you to trade your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year,
Running over the same old ground.
What have we found? The same old fears.
Wish you were here.

Poi oggi pomeriggio lo passo nello studio di un perito a discutere di un programma che dovrei realizzargli. Torno a casa alle nove e la sera sono di nuovo a riascoltare questo pezzo. Senza soffrire per nessun ricordo mi venga in mente. Ripensare a tutto con un sorriso, pensando alla prossima volta in cui sarò in uno stato tale da commuovermi per una canzone come questa, quando avrò un motivo per dire Wish you were here.

2 Comments

  1. Chiara. wrote:
    7 Mar, 2007

    Vivo per fare cose che mi facciano girare a mille, l’arte in genere mi fa questo effetto. Spesso però nel lavoro e nella vita in genere, non c’é nulla di poetico. Per fortuna ci sono canzoni come questa. Anche io l’adoro, mi ricorda un estate, un chitarrista, notti passate a dormire sotto le stelle.

  2. Dario Mimmo
    7 Mar, 2007

    Leggo sempre, e trovo sempre molto interessante…

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