Lunghi marciapiedi

Una luce lanuginosa abbraccia il fondo della via, al di là di questo sole pallido in questa piccola via; è il modo di Torino di sussurarti. Cammino lentamente, non solo per riprendermi dall’ultima sbornia, è che voglio lasciare lo spazio alla città per insinuarsi dentro me. Passi lenti su lastroni di pietra spezzati, lisi. Per queste vie che si possono tramandare: erano tue, sono state nostre, son mie. Cammino lentamente per entrare nei muri, scivolare sotto alle vie, Torino sa farti parte di sè, lasciarti posto. Io questa città l’amo.

5 Comments

  1. Nicoletta
    23 Dec, 2007

    Passo di qui intrufolandomi nel tuo mondo. Io questa città non la conosco, non l’ho mai vista. Ma le tue parole mi hanno incuriosita: è difficile trovare chi ama il luogo in cui vive, chi si ferma ad ascoltare i respiri e i battiti delle strade che percorre. Scusa l’intrusione, ti soffio i miei auguri per un Buon Natale… E buona vita!

  2. Federico Tomassetti
    21 Dec, 2007

    Mi spiace. E mi spiace soprattutto perchè è vero e comune. Ma mi spiace ancor di più, mi fa rabbia, sentire racconti di vecchietti che un tempo potevano girare per la città, da un capo all’altro, in piena notte in assoluta tranquilità. Mi spiace per l’ipocrisia e la stupidità che ha reso possibile tutto questo e mi spiace per il nostro non saper reagire. Non credo che sia l’unica città con questi problemi ma da chi amo pretendo molto e così non riesco a sopportarne i difetti. Ma non per questo l’amo meno.

  3. giulis wrote:
    21 Dec, 2007

    dieci meno un quarto di sera, zona Molinette..Cammino velocemente per queste vie, perchè un gruppo multietnico di uomini intenti a pisciare su dei cassonetti ha notato la mia presenza e mi pedina da un quarto d’ora.. meno male che casa di Barbara è vicina!Torino è una casa trascurata senza impianto antifurto.Io, questa città, la rifuggo.

  4. Rassviet
    21 Dec, 2007

    "Oltre a essere la mia città, Torino è anche la mia casa. E come ogni casa contiene un ingresso, la stazione di Porta Nuova, una cucina, il mercato di Porta Palazzo, un bagno, il Po, e poi naturalmente il salotto di Piazza San Carlo, e quel terrazzo che è il Parco del Valentino, e il ripostiglio del Balon, e una quantità di altre cose e di altre storie. Aprire questo libro è un po’ come entrare in casa nostra. Mia. Vostra."  da Torino è casa mia
     
    tra la quantità di altre cose e di altre storie ci sono i "lunghi marciapiedi" da te ottimamente descritti … e non era ovvio!
     
     

  5. Diana
    21 Dec, 2007

    Anche io la amo e non la conosco che di vista. Ma tornerò. Ohssì.

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