Lo so

Lo so, lo dico sempre: odio le Domeniche. Sono spesso pigre e vuote e lasciano tempi a macerare. Pensi, commettendo errore stupido e grossolano, al tempo caduto male, alle ferite. Quanto dolore che non ho capito mai e non potrò mai capire. Il dolore capita di incontrarlo (magari in noi) e non saperlo guarire.

Mi sento piccolo ed inutile.

Mi sento affamato, qui ai margini dell’inverno e non so dove mettere la mani. Le appoggio in tasca, poco convinto.

E com’è che è andata poi, e che motivo c’era che andasse così. Chiudo la bocca, spengo le domande e guardo per terra dove ho segnato alcune tracce in cui muovere i passi, per i giorni in cui sono più stanco, per i giorni in cui è più difficile. Piano digerisco il mio percorso ma sono solo pochi metri, abbastanza per fuggire da qui, non abbastanza per fuggire il peso sul cuore. Non abbastanza per sapere davvero che fare.

Muoversi, piano e male, è il mio gioco gioco a sopravvivere, gioco a vivere secondo le mie Regole. Ho discreti punteggi e poche soddisfazioni. Mi sento come l’uomo che nella sua stanza vince un solitario ed un altro ancora. Alza lo sguardo: non c’è nessuno. Sospirando rimischia le carte.

Domenica passerà.

E tornerà. Saprò farmi trovare più pronto?

Ci vorrebbe più leggerezza nel vivere. Più impulsi, più forza.

Più motivi per cui spendere le energie sopite. Qual’è la chiave che accende il gigante che dorme in me?

1 Comment

  1. MadiS
    17 Nov, 2010

    Anche io sono spesso schiacciata dalle domeniche… alterno momenti di odio e amore per una giornata così strana…

    Vedo che sei di Torino… che sia l’aria di qui?

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