Io voto per il caso, c’è benzina e quindi non mi fermo

Io ero assolutamente contrario all’Erasmus. Pensavo che andarsene fosse ammettere che non si avevano legami, non si era stati capaci di creare qualcosa di importante. Poi un giorno ho sentito un’aria diversa. Avevo voglia di dare un altro giro alla ruota, mi sono iscritto ed ora salvo sorprese spenderò un anno a Karlsruhe; no, non so il tedesco. Alla riunione di assegnazione senti persone rosolarsi le prospettive nelle paure, "ho paura, ho paura… si ho già visto lo studentato, guardato le fermate della metro, informata sulla mensa, sui professori, sugli esami… ma ho paura…". Dubito ci sia una cura all’incapacità di vivere. E’ dura eh essere buoni, sarò cattivo ma io davanti a certe persone faccio fatica a stare zitto… gente cui senti dire orgogliosa "ma io conosco la Germania, ci sono stato". E dove, chiedi. "All’aeroporto di Francoforte, dovevo cambiare un volo". Ma io sto zitto. Ascolto il motore che mormora. Ormai sempre più spesso parlo fra me e me. Dare una possibilità al caso, alla vita e a te stesso di sorprenderti, agire così, perchè soffiava il vento, perchè una mattina ti sei svegliato e non t’andava. A volte sembra solo la paura o la rassegnazione ad una vita cui non sei così legato. Avrei detto che salverei poche cose, di cui molte sono dentro me, e poi gli amici. Alla fine però non riesco ad immaginarmi questa differenza per qualcuno se partirò. E forse neanche per me se non per quel che riguarda poche, poche persone. La solitudine ti monta dentro negli anni perchè quel traguardo che è laggiù lo taglieremo soli, uno alla volta. Tanto vale, prima d’arrivarci fare il giro largo, starsene in Germania come se potessi essere lontano da questi rumori che disturbano i pensieri, da questi muri che mi gridano contro, probabilmente solo perchè sto ad ascoltarli. Massi, i mesi passano, passeranno come queste ore. Li masticherò immaginandomi di sentirne il sapore.

5 Comments

  1. giulis wrote:
    10 Feb, 2008

    cioè io. che sbadata!spero di non averti ingombrato troppo spazio per il messaggio di prima.. sorry!Gi.

  2. (nessun nome) wrote:
    10 Feb, 2008

    "Ammettere che non si avevano legami, che non era stati capaci di creare qualcosa di importante".."Darti la possibilità di sorprenderti perché soffiava il vento"…sicché parto su due piedi, precipitosa, forse crudele, ma l’atmosfera familiare è qualcosa che mi piace e che alla lunga mi da insofferenza. E se invece non fossi capace di creare legami? SE fossi la versione femminile del marito che va a comprare le sigarette e sparisce? Se fossi davvero la maliarda crudele delle storie tendenziose che si sono raccontate? MA se davvero fosse così, come spiegare perché mi ci arrovello, perché mi importa tanto? E perché non mi capisco??Il modo con cui ho fatto i cambiamenti così repentinamente mi ha come spostato dal mio baricentro, a volte mi sembra di non provare emozioni, di non reagire a cose a cui si dovrebbe, e viceversa, mi sento sfasata, a volte sono triste proprio perché non riesco ad esserlo (?), perché vorrei provare di più, vorrei farla mia.Ma non credo sia colpa di essere stata via, dove ho conosciuto così tanti ragazzi che meritavano.. Carlos che stira camicie vestito in calze a rete, Julio periodista deportivo, Samira la marocchina femminista , Sean che parla thailandese al pub, gli italiani amici col filo penzolante dalla finestra per rubare internet ai vicini, le neozelandesi da anni in viaggio per l’Europa, però alla fine del giro ti gira ancora la testa, immagino.Tornata ho litigato con alcuni e altri rapporti si sono allentati, ho dato 16 esami in pochi mesi, legami ne sto ancora recuperando, ma con gli amici storici si è fatta festa grande.. L’anno fuori è stato una forbice entusiasmante, l’atterraggio brusco. Chissà, con toni leggeri, se ci vedremo prima della prossima partenza, me lo chiedo, e lo spero, ora che mi fai pensare con una frase sola a tutte queste cose, e mi viene voglia di raccontarle con questa sincerità.

  3. Rassviet
    9 Feb, 2008

    "C’è solo la strada su cui puoi contare la strada è l’unica salvezza c’è solo la voglia e il bisogno di uscire di esporsi nella strada e nella piazza perché il giudizio universale non passa per le case le case dove noi ci nascondiamo bisogna ritornare nella strada nella strada per conoscere chi siamo."
    – Gaber –
     
    Buona avventura Federì!

  4. Federico Tomassetti
    9 Feb, 2008

    Cosa parto a fare allora?

  5. Paolo Cavicchi
    9 Feb, 2008

    Beh, mi pare di recepire che l’assegnazione delle borse erasmus sia andata bene. Bene bene bene. Cerca di non fare cazzate mentre sei via.

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