Io qui non parlo di politica

La politica è un ottimo modo per non andare d’accordo. Ho idee in contrasto con molti amici e conoscenti, le difendo ma se posso evito le discussioni perché per lo più ci si limita ad arroccarsi sulle proprie posizioni, incapaci di muoversi da queste. Solitamente si finisce per berciarsi acidità a vicenda.

Però, proprio perchè amo questo mio Paese, non mi va proprio di pensare che il mio bel Piemonte o altre regioni possano ricevere rifiuti dalla Campania. Se una porzione della società non riesce a reagire quando l’immondizia arriva al primo piano quando lo farà? In tutti i settori, in tutti i campi stiamo assistendo alla deresponsabilizzazione ad ogni livello. Affrontare problemi e colpe è un ottimo modo per crescere. Certo sarebbe totalmente diverso se un evento drammatico avesse portato a questa situazione ma non è così. Per quanto assurdo questa è una situazione che si è deciso di non risolere in quattordici anni. Sarebbe stupido che ora fosse qualcun’altro (inteso come gruppo e non come singolo) a pagarne le conseguenze.

3 Comments

  1. Federico Tomassetti
    15 Jan, 2008

    Proprio per questo servono situazioni esasperanti senza le quali evidentemente non sono in grado di trovare le fortissime motivazioni necessarie per uscire da quel circolo vizioso. Non dico che sia facile, dico che sia necessario. Un secolo e mezzo di aiuti "indiscriminati" non mi pare abbiano prodotto grandi risultati. Sbaglio?

  2. giulis wrote:
    15 Jan, 2008

    Io Napoli l’ho adorata, e anche i Napoletani.. mi veniva la nostalgia quando me ne andavo, ed era già una munnezza, dieci anni fa. La gente che ho conosciuto era davvero disincantata, cinica, allora faceva che non pensarci, tanto "non cambierebbe niente".Napoli mi ha sempre dato l’impressione di essere schiacciata da un grosso peso.Per un anno io e la mia famiglia ci siamo opposti alla discarica che il comune di Avigliana voleva farci a ridosso di casa nostra (attaccata al cancello, all’aperto!), a dispetto della normativa nazionale (che prevede almeno 250 metri di distacco dagli abitati).Abbiamo scritto letteracce ovunque, senza ottenere nulla, e poi esasperati abbiamo fatto un esposto in procura, ed il pretore ha fermato gli scavi. Ora non si farà più, ma da questo ho imparato che in questioni così politiche devi avere soldi e/o amicizie, altrimenti devi ricorrere alla minacce e fare il cattivo. E dire che la nostra amministrazione non è affatto "sporca"!Qui si puo fare, siamo al nord, ma laggiù, rabbrividisco.. avrei avuto piu paura, te l’assicuro, e forse avrei detto "tanto non cambia niente".(E come disse Paolo Rossi: " Lo stato c’è, esiste, e si è insinuato come un cancro nella mafia!")

  3. Claudio Stella
    13 Jan, 2008

    Più che altro non sono riuscito a capire di chi sia la colpa. Le istituzioni? Le persone? Entrambi? La municipalità di Napoli e quelle dei dintorni secondo me non hanno nessuna voglia (o forse ci sono altri interessi dietro?) di risolvere la questione partendo dalle soluzioni più semplici – ma alla fine più laboriose di quella fornita da un termovalorizzatore – come ad esempio la raccolta differenziata et simili. Poi si potrebbe partire dalla responsabilità e dalla cultura di ognuno, conoscere tutto ciò che c’è dietro un contenitore di plastica forse ti farebbe passare la voglia di comprare mille imballaggi per avere mille litri di detersivo (cazzo, persino in un luogo sperduto come Buttigliera Alta, grazie ad una speciale convenzione del comune, ci sono spillatori di detersivi); qui credo ci voglia molto sbattimento e molta conoscenza, ma la cosa figa è che si passa pochissimo attraverso le maglie di mediatori istituzionali, non servono leggi. Esistono un fottio di modi per ridurre di molto la massa dei rifiuti ma questo significa che ognuno deve per forza cambiare certe abitudini, certi consumi (ad esempio evitare di comprare l’acqua in bottiglia, io la bevo volentieri dal rubinetto, è più che controllata). Io non credo che i napoletani non siano in grado di gestirsi la propria merda, cazzo, c’è riuscita mia nonna a capire come differenziare…ci vuole un po’ di tempo, è chiaro, bisogna cambiare le proprie abitudini e non è facile.
    Quello che vediamo e sentiamo dalla televisione secondo me necessita di una critica accurata. Come per tante altre questioni, i mezzi d’informazione raccontano una parte dell’evento, trascurando molti aspetti anche microscopici ma non da sottovalutare (volontariamente?). Ci sarà un motivo per cui siamo al settantanovesimo posto come libertà di stampa assieme al Botswana. Io personalmente m’infastidisco quando la gente, carica d’ansia, riferisce le stesse parole dei servizi giornalistici, non quando esprime le sue opinioni. Per cui rispondo al tuo intervento sapendo che né tu né io tentiamo reciprocamente di imporci le nostre visioni della realtà. Forse c’è un punto in cui s’incontrano; i pensieri degli esseri umani non sono rette parallele.

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