Intrufolamento ad una festa

Ieri sera io e mister K, con Vale F., andiamo ad una festa di suoi amici (ergo lei, a differenza di noi, conosceva almeno qualcuno dei presenti). Una specie di circolo prenotato per l’occasione. Biliardo, karaoke, cibarie, bevande.

Dopo qualche partita di riscaldamento al tavolo verde arriva la festeggiata, sorpresa il giusto e parte la festa. La gente inizia a cantare vecchi successi italiani da "Gloria" in poi fino ad arrivare al perdizioso estremo di "Certe notti". Si divorano tramezzini, si sorseggia fanta. Un bel gruppo di amici che si divertivano fra un trenino e l’orrore di aver detto una parolaccia. Noi ce ne stavamo di là insieme ad altri amici che ci avevano chiamato per sapere che si facesse e che noi avevamo prontamente invitato a raggiungerci. Andandoli a prendere un salto alla mia macchina ed un paio di bottiglie di Vermouth avevano ristabilito il tasso alcolico minimo.

Ogni tanto vagavo in mezzo agli altri, incuriosito. Ascoltavo i loro discorsi, li vedevo vergognarsi per avere usato un termine poco aulico in mia presenza; mi faceva morire dal ridere l’idea pensassero di potermi scandalizzare o fare cattiva impressione con me.

C’era gente di tutte le età, che si divertiva. Una volta di più ho avuto l’impressione che delle infinite possibilità che si hanno nella vita si possa prendere una sola strada e tutte le altre finiscono con l’esserci estranee. Sono un po’ incuriosito, dal vedere un modo di vivere diverso dal mio.

Sbaglierò, probabilmente per arroganza e superbia, ma credo che vivere in un modo semplice, senza vizi, senza malizie sia spesso il risultato dell’aver vissuto riparati da quello che c’è in giro. Ad una certa età credo di aver iniziato a perdere quell’idea di un mondo sicuro, preparato da brava gente per altra brava gente, aver iniziato a vedere cose che all’inizio mi hanno spaventato perchè rovinavano il mio diorama dal cielo rosato, mi obbligavano a capire verità che avrei voluto ignorare. Ed ora me ne stavo a sorseggiare i miei alcolici trafugati, là fra le mie cicatrici. Mi ha fatto piacere essere andato a quella festa, il totale opposto di quella di Thomas. Gente simpatica, allegra, diversa da me. Mi piace capire la gente.

Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se’ stessi senza meravigliarsi.

(Sant’Agostino)

3 Comments

  1. Rassviet
    24 Mar, 2007

    hey insegnante!!! m raccomando cerca d sfogare tutta la tua cattiveria con gli allievi d trieste…cosi poi sarai più clemente quando insegnerai a me! ciauz….limooooooooooooone! :-)

  2. Federico Tomassetti
    24 Mar, 2007

    Ovviamente puoi

  3. sara bassignana
    24 Mar, 2007

    la cosa che mi ha scioccato di più di ieri sera, più del Karaoke, del trenino e della totale assenza dell’alcool e stato il fatto che farai l’insegnante….forse scriverò un post sul mio blog per riprendermi dallo schock…posso mettere anche foto compromettenti per stroncarti la cariera?

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