I fantasmi sono a casa loro sul Po

Ho respinto i fantasmi di scapoli di vita spesi fra le vecchie teiere in porcellana, affiancate nella credenza, nel continuo rispecchiarsi d’una vita giudiziosa, di doveri masticati e digeriti all’ombra d’una consuetudine cui non era il caso di cercare alternativa. Ed io nella mia ribelle fannuloneria, nell’atalassico rifiuto mi sentivo diverso, superiore. Ma bisogna continuarsi a chiedere, e chiedere se differenza c’è stata e se sussiste. Questi sono i postumi di una Rock n’ Roll damnation vissute sulle sponde del Po. Decisamente lontani dalla California.

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