Grovigli

Se vieni a raschiare la porta, ti riconosco. E’ quel rumore che fai, come il dondolare di una mano in un piatto di lenticchie. Il solito dubbio della sera, ritorni ad infilarti in attimi e soste, vieni a sorprendermi giocare con le mani in tasca, fra vento e sabbia, mentre accarezzo la conchiglia raccolta da bambino, appoggiata fra i suoi occhi chiari e la gonna troppo corta d’un passato che sembra sfondo, scenografia d’un addio. Ad un dubbio, ad un pensiero non posso che aprire per offrirgli il groviglio di trame che si scontrano e s’accortacciano in me, chiacchieriamo sognando pinte di birra di Colonia.

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