Dialoghi

Venti persone attorno ad un tavolo. Amici, gente venuta a salutare due scoppiati che se ne stanno per partire. Pizza a volontà, birre quante ce ne stanno ad un portafogli. Sette per me, otto per il Capo che di contorno prende un Whiskey. I reduci, quelli che gli impegni non ci hanno strappato via al pub lì di fronte, la foto  Giorgì la descrive così:

"Ecco: riunitisi al tavolo coperto di tela incerata, dietro una
bottiglia di birra siedono i vecchi amici, CALVI (hi hi hi),
sfortunati. E ognuno ha qualcosa che non va, ognuno ha il suo dolore,
uno non può amare, all’altro non piace il principe, e nessuno ohimè può
essere d’aiuto all’altro.

Ma eccoli insieme, sono amici, si sono necessari a vicenda e questa non è forse la cosa più importante al mondo?"
 
T.Tolstoja, Il fachiro


L’immagine ovviamente non ha idea di come rendere la giustizia di tutti quegli incontri, di quel mescolarsi. Affetto a catinelle.

Stasera invece una visita a Laura, una busta ed un invito. Un abito bianco che proprio non so immaginarle. Mi ha fatto piacere. E’ che m’invecchio di sentimentalismi, e’ che lo sono sempre stato.

E casualmente ci si va ad imbattere in un giovedì di stazioni, di lingue diverse. Mi sembra ci sia ancora tanto, tanto tempo.

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  1. Preparando notti stellate | Eremo del viandante - [...] ma, devi salutare. Come quella volta lì, quattro anni [...]

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