Della ricchezza

Tir na nog, terra di Giovinezza.

Per oggi si chiamava così il gruppo che sono andato ad ascoltare in piazza Martiri a Rivoli. Un gruppo in cui milita il mai troppo celebrato Alessandro P. E poi fra tira e molla, dai e dai, complimenti vivissimi ed è così che vanno le cose ci siamo ritrovati, con la sempre più che apprezzata compagnia di Luca G. al parco di Collegno.

Il parco di Collegno è dove Totò ambientò "lo smemorato di Collegno", per chi non lo sapesse qui si trovava un manicomio (da cui la dicitura "il parco del manicomio" per indicare l’odierno Parco Generale Della Chiesa che lì si trova). Ancora meno sapranno che voglia dire per me, quel parco, in che modo vi sia legato. A volte la sera ci si andava con Dano. E poi ero l’11 Settembra ma, il resto, quello che veramente conterebbe bè…

Comunque sia oggi una ragazza in quel parco ci ha mostrato come si suona una foglia. Aveva una tecnica tutta sua. D’ora in poi in ogni prato in cui andrò ripenserò a questa nuova possiblità che mi si è dischiusa, quella di poter suonare una foglia. E penserò a quel momento. E’ così che si diventa eterni, io credo. Ma soprattutto volevo dire che sono queste le cose che io reputo importanti, vivere momenti che concedano un pizzico in più di ricchezza alla vita, imparare, vedere e conoscere queste cose è ciò che arricchisce.

Oltre naturalmente ad avere dei buoni amici. E amici come Alessandro e Luca devo dire di essere sempre felice di averli, anche se li vedo poco (forse è per questo che sono ancora miei amici e non manifestano apertamente il loro disprezzo per la mia persona).

3 Comments

  1. Cam Cam Cam
    17 May, 2006

    sei passato ..
    eri tu..?
    non hai nulla da dire..
    mi aspettavo 2 parole..
    le desideravo..!
    Cam

  2. Sara higitusfig​itus
    16 May, 2006

    Grazie per la splendida descrizione…Sono felice di averti trasmesso queste sensazioni e spero di aver modo di poterlo fare ancora…
    Mi sto immaginando come può essere suonare una foglia…L’arte non ha bisogno di strumenti precisi, l’arte siamo noi, il nostro estro, la nostra fantasia, la capacità di superare la banalità…Lo straordinario difficilmente è visibile agli occhi…Lo percepiamo quando altri l’hanno colto prima di noi…
    Un bacio, a presto…

  3. Dario Mimmo
    15 May, 2006

    Grazie per gli immeritati complimenti…prometto che presto decideremo il nome per il gruppo! Ripasserò a leggere qualcosa…

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