D’allargate prospettive e di scorpacciate filistee

Fra le lettere morte abbandono le mie parole al ritorno di una serata spesa fra filistei (nota: filisteo = non goliarda), con quel che ne consegue ovvero rientro ad ora umana ed in stato di semi sobrietà. Una serata tranquilla a casa di colei che spesso è chiamata "Mamma" per i suoi modi e che mi ha rifilato una borsa assolutamente apprezzatissima di cibarie e alcolici. E mi lascia sempre uno strano piacevole sapore rivedere Laura, che mi ritrovo sempre a ravanare nel solo unico pensiero, che forse non le ho detto o che lei magari ha dimenticato. Chi può dirlo (e chi cogliere ‘l’effettiva differenza?), che poi non avrei problema alcuno nel dire. Di quanto alla fine dell’estate dopo la quinta superiore, in un punto preciso che ricordo, dove stavo passeggiando o dove avevo parcheggiato (non mi sovviene or ora), in quel punto d’improvviso realizzai che la scusa che mi aveva permesso di vederla era sparita (e con scusa intendo la scuola) e che se non ne avessi trovata di gran carriera un’altra più non l’avrei rivista. Fu un momento di lucida disperazione. Come un cieco che ritrova la vista solo per vedere che gli hanno investito il cane. E pochi giorni dopo una sua omonima mi lasciò e quel che successe in seguito è storia (una storia sempre negata però). E quindi il mio mono-neuronale stato non mi permette di accarezzar che una sola sensazione: quella di piacevole stupore e indefinita gratitudine nei confronti del destino o forse nei suoi, che son anni i quali la polvere si mangia eppure eppure ancora ci si vede, ed ecco qui una vittoria sul Tempo e sulle sue correnti di deriva. Per poi magari tormentare il buon Paolo detto "Oliva" (per distinguerlo dall’altro, quello alto sparito nei sotterranei della FNAC). Tormentare per mezzo di chiacchiere, fra le quali estorcere confessioni da conservare con geloso senso del possesso, che è per me orgoglio riceverne. Che poi come gli dissi si passa spesso e volentieri le sere a chiacchierare eppur non ci chiameremmo mai così, una sera per fare due chiacchiere. Ed è poi questo strano ai miei occhi, strano fenomeno che si ritrova in mille e mille altre occasioni ma è discorso da riservarsi a diversa situazione anche solo perché la musica corre "But your head’s so far from the realness of truth" e questo è dannatamente vero al sesto piano dove ci son cose che accadono sol per gli occhi e le menti di me e Goliardolo (come è stato ribattezzato il mio coinquilino, un vil nano da giardino). Qui io coltivo un mio modo di vedere e di essere ma anche spendo molto tempo a pensare alle persone che hanno avuto un ruolo nella mia esistenza, nessuno viene dimenticato. Ed in particolare trovo piacere nel pensare a quelle persone che hanno allargato le mie prospettive. Persone come Gillus. Lui che la meschinità o l’invidia non sa che cosa siano spazza via quelle scuse dietro cui ci si nasconde, che certi difetti siano congeniti nell’umano esistere. Lui se ne sta lì a dimostrarti quanto tu possa essere migliore di quello che immaginavi. E’ lì per allargare i tuoi orizzonti, orizzonti che magari non riuscirai ad esplorare completamente ma di cui potrai goderti il panorama perlomeno. E la mia ricerca in questo periodo è volta proprio a questo: a rendermi conto di quante cose pensate impossibili siano possibili, quanto spesso ci si fa schiacciare dalle previsioni e dalle conclusioni che qualcun altro ha fatto. Cancella tutto. Esplora tu, capisci tu, decidi tu cosa è e cosa no. Non lasciare che sia la visione limitata di qualcun altro a limitare la tua.

2 Comments

  1. Dario Mimmo
    26 Dec, 2006

    Una confusione di parole in cui ci si perde volentieri. Ci piace.

  2. Sara higitusfig​itus
    20 Dec, 2006

    Io l’ho sempre detto….Dovevi fare lo scrittore…Ricordati che sei sempre in tempo!Le tue parole mi prendono, riesco ad immaginarmi le situazioni, rivivere i colori, i profumi…E’ bello leggere della tua adolescenza, delle tue considerazioni sulla vita, sulle nuvole di Super Mario, ah…quante volte ho saltato da una nuvoletta all’altra, convinta di potercela fare…Questa volta ci sono riuscita, mi lascio cullare da questo senso di appagamento, sono due giorni bellissimi per me…Inizia una nuova dimensione…
    Ah..io sto ancora aspettando di sapere la tua figuraccia…Ti 6 poi dimenticato di raccontarmi!Dai che sn curiosa!:-)
    P.S: Super Mario è uno dei ricordi della mia infanzia, rivedo ancora mio nonno regalarmi 1000 lire da scambiare in due gettoni per poter giocare…Mi sn ripromessa che un giorno l’avrei completato…Promessa mantenuta…
     
     

Leave a Reply

%d bloggers like this: